domenica 23 luglio 2017
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Amatori vs We’re, il DERBY dei PRESIDENTI

- 4 novembre 2016

Valentinetti e Di Fabio a confronto

(a cura dell’ufficio stampa Amatori Basket)
presidenti-di-fabio-e-valentinettiDomenica sei novembre, al Palaelettra di Pescara, si gioca un vero e proprio derby, tra i padroni di casa e la We’re Basket di Ortona. Noi abbiamo deciso di giocare la partita ad un tavolo, con i due presidenti di due sodalizi che sono in ottimi rapporti e che condividono alcuni concetti importanti: forte rapporto con il territorio, massima attenzione al settore giovanile, volontà di costruire squadre forti che però abbiano i piedi profondamente piantati nel terreno.

Presidenti buonasera. Una battuta sulla partita in programma.

Carlo Valentinetti, presidente We’re Basket Ortona: Per me il match con l’Amatori è sempre molto particolare. Si gioca nella città dove vivo e dove lavoro e contro una dirigenza, quella pescarese, con cui ho una vera e propria amicizia. Faccio un po’ di difficoltà, in questa partita, ad espormi troppo (ride, ndr), nonostante il fortissimo attaccamento che ho per la mia squadra. Porteremo la nostra voglia e il nostro talento al palazzetto, sperando che venga fuori una bella partita che premi la squadra che ha giocato meglio. Io credo che sarà una vera e propria festa per lo sport.

Carlo Di Fabio, presidente dell’Amatori : Affrontiamo il secondo derby dell’anno contro la società che ci è più vicina e ci è più amica. Non parliamo soltanto di prossimità geografica, bensì di un vero e proprio legame. Lo scorso anno hanno fatto il tifo per noi durante i playoff, consolidando ulteriormente un rapporto che cresce anno per anno. Incontrarli per noi è davvero un piacere, indipendentemente dal risultato del campo.

Potete dirci qualcosa sul rapporto che avete con le vostre squadre e sul momento?

Valentinetti: Affronteremo con impegno questa partita difficilissima. Ce la vedremo con un’ottima squadra, che ha stupito tutti noi lo scorso anno, con quella serie impressionante di vittorie. Stavolta cercheremo di lottare fino all’ultimo secondo per strappare due punti. Tutta la dirigenza della We’re ha un fortissimo attaccamento verso il roster che compone la squadra: amiamo i nostri ragazzi, siamo molto attaccati a loro, li critichiamo quando serve, ma siamo davvero legati. Quest’anno abbiamo tante difficoltà con gli infortuni e mi dispiace per quei ragazzi che restano fuori ed hanno tanta voglia di giocare. Anche contro l’Amatori avremo qualche giocatore indisponibile, speriamo di dargli filo da torcere. Loro sono molto competitivi, sono una certezza di questo campionato.

Di Fabio: il nostro inizio è stato sicuramente difficile, anche non troppo preventivato. Nella scorsa partita, a Bisceglie, ci è sembrato di vedere una grossa ripresa. Ce la siamo infatti giocata alla pari con la squadra che ad oggi comanda la classifica. Abbiamo fiducia nei ragazzi, visto che il campionato è lunghissimo e tutta la dirigenza ha pienissima fiducia nello staff, che è con noi per il terzo anno di fila e che ci ha sempre riempito di soddisfazioni. Crediamo in un gruppo coeso, che non hai mai tradito le aspettative, che è guidato da un grande capitano ed è composto da grandi persone. Siamo fieri di tutti: di chi gioca quaranta minuti e di chi non gioca mai. Attaccandoci a questo crediamo fermamente nel pronto riscatto. Sono tornato da Bisceglie viaggiando assieme a tutta la dirigenza e posso dire che pensiamo tutti la stessa cosa: il brutto momento è passato!

Potendo, cosa toglierebbe agli amici/rivali dell’altra squadra?

Valentinetti: Potendo, toglierei l’anima della squadra: il ragazzino Stefano Rajola! Ieri, tra parentesi, ho avuto il piacere di incontrarlo nella sua attività commerciale e ci siamo salutati, con la simpatia di sempre. Un ragazzo splendido, che dal mio punto di vista dà tanta forza all’Amatori. È quello che mi fa più paura!

Di Fabio: sicuramente un giocatore che ho già avuto, che è Marco Mlinar, ed un giocatore che vorrei avere, Luca Castelluccia.

Fare il presidente di una squadra di basket è sicuramente impegnativo, per il tempo da dedicare e per le risorse da impegnare.

Perché fare il presidente di una squadra di pallacanestro?

Valentinetti: Perché mi piace! La risposta è davvero semplice: mi piace! Io ho giocato per tantissimo tempo e gioco ancora, quando posso, assieme agli amici. Amo vedere il basket e amo impegnarmi in qualcosa che, a mio parere, ha un importante riscontro sociale. Io ho un’azienda e sacrifico anche parte degli utili della mia azienda per far sì che ci siano degli spettatori che possano amare, come amo io, questo magnifico sport e dei ragazzi che ci si possano avvicinare.

Di Fabio: è una domanda particolare che mi faccio spesso e che anche in famiglia mi ritrovo ogni tanto a sentire (ride, ndr). Sicuramente il motore principale è la grande passione, la voglia di dare qualcosa ad un mondo, quello della pallacanestro, diverso da tutti gli altri contesti in cui viviamo. Per me è un onore essere il presidente di una squadra di basket in una città così importante; rappresentare proprio a Pescara lo sport che ha il secondo numero di tesserati per me è davvero un piacere. Una vera passione ed un vero onore!

Il primo contatto con questo sport?

Valentinetti: Mi sono avvicinato al basket perché ci ho giocato fin da ragazzo. In realtà non ho iniziato prestissimo, ero in seconda media. Un amico mi ha portato in palestra, vista l’altezza, e da lì ho iniziato. Il mio primo coach è stato Ugo Storto, allenatore storico di Ortona. Persona ricordata da tutti, un vero e proprio maestro di basket, che ha scoperto Giulio Melilla, Rossi e altri giocatori importanti, che poi hanno militato in palcoscenici di rilievo. A volte, anche se sono il presidente, vivo ancora le situazioni con la testa da giocatore, che vorrebbe entrare in campo e magari fare qualcosa di più del proprio atleta sul parquet: è impossibile ma spesso ci penso! (ride, ndr). In realtà, poi, mi accontento di giocare due volte a settimana con i miei fantastici amici e seguire la mia squadra. Qualche anno fa, una sera a cena, tra amici, abbiamo pensato di fare qualcosa per i ragazzi di Ortona e così è nata, quasi per caso, la We’re Basket.

Di Fabio: per me il basket è innanzitutto passione. Da ragazzo sono stato un giocatore mediocre e così la pallacanestro è diventata una passione da vedere: l’Nba e il basket europeo in televisione, i campionati nei palazzetti, ma anche il tre contro tre al mare dei bambini mi diverte..Tutto ciò che è pallacanestro mi piace! È lo sport che mi piace di più guardare, è lo sport più divertente, quello che in un minuto può regalare tre goal e può dare emozioni fino all’ultimo secondo. In famiglia, sicuramente vi sono stato indotto perché anche mio padre ha avuto i suoi trascorsi dirigenziali, ma, di nuovo, per me è innanzitutto una emozione.

L’Amatori e la We’re hanno sicuramente un punto in comune. La grandissima attenzione verso il settore giovanile. Parliamo di due sodalizi che lavorano veramente tanto sui ragazzi.

Valentinetti: è un argomento che mi coinvolge molto, perché la mia presidenza è dedicata in particolar modo al lavoro con i giovani. Noi siamo letteralmente nati con lo scopo di creare un settore giovanile importante. Se dovessi pensare ad un ricordo felice della mia esperienza di presidente, oltre al giorno della promozione in Serie B, la mente andrebbe sicuramente alla finale nazionale Under 14 di Bormio. È un’immagine indelebile che mi rimarrà per sempre: fare qualcosa di buono, approcciandosi bene con i ragazzi, facendogli vivere lo sport in maniera sana, avvicinandoli al massimo livello dell’agonismo senza perdere di vista i nostri obiettivi. Conosciamo bene i successi giovanili dell’Amatori, i tanti atleti usciti dal loro vivaio che danno lustro e gioia a chi li ha fatti crescere, spesso tra tante difficoltà. A volte si fa fatica, ma il premio che danno i ragazzi è bellissimo. Noi ad Ortona abbiamo un incredibile responsabile del settore giovanile, Milan Mandaric, che viene dalla Serbia e collabora anche con la Stella Rossa di Belgrado. Una persona di altissima professionalità che ci indirizza, ci fa vedere cose che magari noi non cogliamo e che aiuta immensamente tutta la struttura della We’re Basket.

Di Fabio: il settore giovanile è senza dubbio il fiore all’occhiello dell’Amatori. Gli accordi e le fusioni che negli anni ci hanno permesso di integrare il nostro progetto con Yale, Montesilvano e soprattutto Pescara Basket danno e daranno i risultati sperati. In prima squadra ci sono tantissimi giocatori cresciuti a Pescara ed il ritorno di Rajola, Grosso e Pelliccione moltiplicano il valore di questa esperienza. Anche il nostro staff tecnico lavora benissimo con i ragazzi e contribuisce a farli crescere giorno dopo giorno.

Tra le difficoltà che voi conoscete bene, c’è anche quello delle strutture dove allenarsi e giocare.

Valentinetti: Abbiamo avuto un inizio non facile. Poi, piano piano, le amministrazioni si sono rese più disponibili e abbiamo migliorato i rapporti con le altre società, anche con l’altra squadra di alto livello di Ortona, la A2 di pallavolo della Sieco Service. La carenza di strutture, per noi che lavoriamo su cinque centri (Ortona, Miglianico, San Vito, Fossacesia e Orsogna) rende quello logistico il problema più importante, visto che movimentiamo tanti atleti. Non vogliamo nascondere che stiamo pensando di costruire un impianto nostro, seguendo i consigli di tanti amici, tra i quali proprio il presidente Di Fabio. Non avere un impianto è sopportabile, ma averlo farebbe davvero la differenza e risolverebbe tanti problemi, in quanto non sempre è facile condividere gli impianti con tante altre società. Inoltre, i costi di affitto purtroppo iniziano ad essere molto pesanti, soprattutto perché noi pensiamo di fare anche un servizio sociale: lavoriamo con i ragazzi, ci occupiamo di loro e delle loro esigenze. Quando si fa un lavoro del genere, non si può pensare che possa essere quantificato economicamente in una fredda cifra di affitto da pagare. Spesso i ragazzi non avrebbero alternative e invece vengono a giocare a basket. Questo impegno noi ce lo siamo presi, lo vogliamo ma cerchiamo di risolvere il problema con l’impianto, ci stiamo lavorando da un anno. Sappiamo già che lo chiameremo proprio Pala We’re, anche per creare un pochino di entusiasmo (grazie Presidente per aver condiviso con noi questa bella esclusiva e questo annuncio! Ndr)

Di Fabio: Carlo Valentinetti ha pienamente ragione: non avere un impianto di proprietà crea problemi con gli allenamenti, con i campionati e porta problemi, a salire, a tutta la struttura societaria. Fare settore giovanile non è sempre facilissimo e nel mondo della pallacanestro ci sono anche regole particolari, che non sempre avvantaggiano un progetto che guarda al futuro. Se è vero che le realtà come le nostre possono crescere anche a livello di marketing e anche su altri aspetti, la verità è che l’unico vero futuro per una squadra di basket è quello di far crescere i ragazzi! Far uscire annualmente dei giocatori pronti, lavorare bene sia a livello agonistico che a livello di minibasket è l’unico futuro per chi vuole mantenere le categorie mantenendo i piedi ben saldi nel terreno.

Grazie Carlo, grazie Carlo. Un invito e un saluto agli appassionati.

Valentinetti: Vorrei invitare chiunque a provare a vedere dal vivo una partita di Basket. Domenica mi sono emozionato un’altra volta, con il tiro di Luca Castelluccia a venti secondi dalla fine. È uno sport che dà emozioni particolari e invito a venirle a vedere in un palazzetto! Per fare questa prova, non c’è una partita migliore di Amatori-We’re Basket! Secondo me sarà emozionante sia in campo che sugli spalti. È il vero derby d’Abruzzo e lo è prima di tutto nel senso dell’amicizia, ma una volta che si gira il cappello, si vuole vincere sempre, si vuole dare il massimo e provare a dare spettacolo per far godere gli spettatori. Sarà una bella festa!

Di Fabio: Sarà un piacere vedere questo derby con gli amici di Ortona. A chi leggerà la nostra intervista su internet, non posso che dire di venire a vedere la partita dal vivo: assisterete ad una partita di livello tecnico importante, troverete un sacco di giocatori di livello sul parquet, guidati da due allenatori molto bravi. Sarà una festa dello sport da non perdere. A chi leggerà l’intervista sulla nostra fanzine, quindi non posso che chiedere di tifare a gran voce! Pescara vuole assolutamente vincere ma sarà prima di tutto una vera festa del basket e dello sport!