martedì 12 dicembre 2017
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Giovanni Carenza: si fa male, rinuncia a metà stipendio e si paga le cure

- 31 dicembre 2014

La storia del giocatore del Roseto Sharks raccontata dal dottor Brandimarte

 

 

Giovanni Carenza

Giovanni Carenza

Il Roseto Sharks è in crescita, come confermano i recenti risultati (3 vittorie nelle ultime 4 uscite), così come l’umore tra i tifosi, che dopo un inizio di stagione complicato, ora credono di nuovo nella forza di questa squadra.

L’arrivo di Jackson, dopo lo 0/5 iniziale, ha indubbiamente cambiato il volto del roster guidato da coach Trullo, anche se il problema infortuni ha rischiato di complicare nuovamente la stagione biancazzurra. Di fatti, oltre Carenza (out sin dalla pre-season), anche Bryan ha dovuto rinunciare al parquet per diverso tempo. Eppure, come dimostrano i numeri, gli Squali non hanno mollato.

Fattore determinante nella vittoria con la capolista Ravenna di domenica scorsa, è stato il rientro in campo di Bryan, tra l’altro del tutto inatteso. Di questo e della situazione di Carenza, ha parlato il medico sociale del Roseto Sharks, Enzo Brandimarte.

“Come sapete Bryan si è fatto male il 16 novembre e ci siamo messi subito all’opera per farlo recuperare. Dopo un primo confronto con il Dott. Procellini, specialista del settore, abbiamo stilato una tabella di marcia e ci siamo resi conto che Sylvere stava bruciando le tappe. A due giorni dalla sfida con Ravenna, ho concordato, con l’assenso del dott. Porcellini, di far scendere in campo Bryan. Diciamo che è stato un bel regalo di Natale”.

Finora non è proprio stata una stagione fortunata, in termini di infortuni: speriamo che ora le cose possano cambiare.

“Purtroppo gli infortuni fanno parte del gioco, ma devo dire che abbiamo uno staff molto preparato, che ora sta facendo un gran lavoro per far tornare in campo anche Giovanni Carenza. In ogni caso, il valore della squadra, almeno per quanto mi riguarda, non è mai stato in discussione, anche nei momenti di maggiore difficoltà”.

A proposito di Giovanni Carenza, il discorso è ben diverso rispetto alla situazione di Bryan.

“Quando Giovanni ha avuto la ricaduta, come si dice in gergo, non facevo ancora parte del Roseto Sharks, quindi posso parlare solo del lavoro che stiamo facendo adesso per consentirgli di recuperare. Il giocatore è stato affidato alle cure della clinica Villa Stuart di Roma, che inizialmente aveva stabilito una data di rientro, in seguito posticipata dopo una nuova valutazione. Adesso Carenza continua il lavoro riabilitativo seguito dal nostro staff: lavoro fisico con il preparatore Domenico Faragalli e strumentale con il fisioterapista Mario Parnanzini”.

I segnali sono buoni?

“Il giocatore è tornato a “corricchiare”, quindi i segnali sono positivi. Bisognerà continuare a farlo lavorare tenendo sempre la situazione sotto controllo”.

Quanto conta la volontà del giocatore in situazioni simili?

“Tantissimo e Giovanni ha fatto capire fin dall’inizio di voler fare il massimo per tornare, ma proprio in tutti i sensi. Infatti, di comune accordo con la società, ha decurtato il suo stipendio del 50% ed ha anche pagato di tasca sua gran parte delle spese necessarie per alcune fasi del suo recupero. Non so quanti altri giocatori lo avrebbero fatto: siamo di fronte ad una vera dimostrazione di attaccamento alla maglia e alla società, che crede fortemente in lui”.

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