sabato 25 novembre 2017
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La Proger Chieti insorge: “Ora basta, vogliamo arbitri competenti!”

- 1 febbraio 2016

tabellone di fortuna imolaPROGER CHIETI – ANDREA COSTA IMOLA 69-72 (9-14,24-39, 40-55)

PROGER CHIETI Piazza 10 ( 2/3, 2/5 4 r), Allegretti 4 (2/2, 0/2 1r), Marchetti, Sipala, Piccoli 0 (0/2, 0/0 r1), Vedovato 9 (4/5, 0/0, 3r), Sergio 7 (1/4,0/3, 8r), Lilov 14 (4/6/,1/4, 2 r), Monaldi 12 (3/12, 2/4, 8 r), Armwood 13(4/8 ,1/5 9 r). All. Galli.

ANDREA COSTA IMOLA Washington 12 (5/12, 0/1, 7), Maggioli 10 (4/8, 0/0, 7 r), Cai, Amoni 3 (0/1, 1/4, 5r), De Nicolao 3 (1/3, 0/1, 5r), Prato 22 (7/12, 2/6, 4r), Preti 6 (3/3, 0/0, 1 r), Anderson 4 (1/2,0/3, 4r), Hassan 6 (1/2, 1/5, 3r), Sabatini 6 (0/3, 2/3 1r). All. Ticchi. ARBITRI: Materdomini di Grottaglie (TA), Trifiletti di Messina e Mottola di Taranto. NOTE – Tiri liberi: Chieti 11/21; Imola 10/15. Percentuali di tiro: Chieti 26/65 (6/23 da tre, 11 ro, 26 rd); Imola 28/69 (6/23 da tre, 14 ro, 29 rd). Spettatori: 1200.

Nel dopo gara in casa Proger c’è tanta amarezza per una partita sfuggita, riagguantata e poi di nuovo sfuggita. Per molti, come detto, la responsabilità della sconfitta vede come principali colpevoli gli arbitri e tra questi è Il Vice Presidente Guido Brandimarte, solitamente molto controllato nei giudizi, il più arrabbiato : “In questi anni, sono sincero, non ho mai visto niente di simile. E’ stato un corollario interminabile di decisioni cervellotiche e prive di senso. Facciamo tanti sacrifici per dare impulso alla pallacanestro e sostenere il movimento e poi siamo costretti a confrontarci con questi arbitraggi. Non vogliamo regali, vogliamo gente competente che non si erga, discutibilmente, a protagonista della scena. Siamo una società che non ha mai protestato ma adesso basta, dicano se vogliono affossarci, mandandoci ogni domenica in casa arbitri come questi. Lo dicano, così ci togliamo di torno da soli e senza essere presi in giro. Stare zitti a questo punto è impossibile, abbiamo mandato giù durante l’anno molti altri bocconi amari ma ora è veramente troppo”.