lunedì 23 ottobre 2017
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Alessandro Aiello: “Mi ispiro a Lima per diventare grande”

- 18 luglio 2016

13649563_10209883885722961_2104470400_nTirare calci ad un pallone è sempre stata la sua passione. Come altre migliaia di ragazzini nel mondo. Ma Alessandro Aiello, classe ’98 e rinforzo delle giovanili nerazzurre arrivato dalla Golden Eagle Partenope, ha sempre preferito farlo indoor, in palestra, giocando cinque contro cinque, e non nei campi di calcio, come gli altri. Una rarità nella storia dei giocatori di futsal del nostro Paese. Quella del baby gioiello napoletano sembra la biografia di un giocatore sudamericano. “Sì, ho sempre avuto una certa attrazione per il futsal – si racconta nella prima intervista da giocatore dell’AcquaeSapone – , ma il nostro amore è sbocciato tre anni fa. Non è stato difficile per me, perché ho iniziato a giocare nelle palestre al chiuso e le partite erano comunque cinque contro cinque. Sono passato al calcio solamente dopo le prime esperienze di partite giocate al chiuso, per poi scegliere definitivamente il calcio a cinque”.

Cosa ti piace di questo sport e perché lo consiglieresti ai tanti bambini e ragazzini che oggi giocano a calcio?

“Questo sport mi piace perché migliora molto i giocatori, da più punti di vista. Lo consiglio vivamente a tutti i ragazzi e ai bambini perché con il futsal si può arrivare ad avere una tecnica molto accurata”.

Ti ha voluto Nitti qui all’AeS, la persona che ti ha cambiato la carriera.

“Nitti mi ha cambiato la carriera, è vero. Senza di lui non sarei qui. Mi ha migliorato molto, mi sono affinato grazie a lui negli anni e lo ringrazio perché ha sempre creduto in me e spero finora di averlo ripagato”.

Qual è il tuo idolo nel futsal dei “grandi”?

“Il mio idolo è Gabriel Lima: completo, intelligente e molto umile, quando lo vedo giocare sembra fare tutto con una semplicità che lo rende unico. Ringrazio chi ultimamente ha fatto considerazioni positive su di me. Spero davvero di ripagare innanzitutto la fiducia della mia nuova società, e di non deludere le aspettative sul mio conto”.

Sei già nell’Italia U17 e tutti parlano di te come un predestinato. Le tue ambizioni per il futuro?

“Lavorerò molto per essere riconfermato in Nazionale. Di certo non esistono campioni più forti di quelli della nostra prima squadra dai quali poter imparare, sacrificandomi e migliorando giorno dopo giorno. Questo anno l’obiettivo è anche, e soprattutto, quello di vincere lo scudetto, visto che a me e al mister Nitti sfugge da due anni con due finali perse”.