lunedì 18 dicembre 2017
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Alex Ghiotti: nuova sfida, vecchia maglia

- 2 luglio 2016

(Intervista realizzata da ufficio stampa Pescara c5)

Ghiotti 2Ale, bentornato! Una domanda sorge spontanea, è così difficile sottrarsi al richiamo di Pescara ?

Proprio così, anche se io, per la verità, me la sono presa un po’ comoda. Due anni fa sia Danilo che Matteo Iannascoli cercarono in ogni modo di farmi rimanere a Pescara e sono stati ancora loro due a spingermi per tornare. Da parte mia mi sono preso del tempo per risolvere alcune mie questioni personali e poi valutare con calma e raziocinio questa nuova proposta. Alla fine ho detto di si e adesso dovrò ad ogni costo ripagare questa fiducia con il lavoro e la massima determinazione, cercando di migliorare, e non sarà facile, i risultati raggiunti dal Pescara nella passata stagione.

Nello scorso campionato, giocando nel Rieti di Mario Patriarca. ti sei tolte molte soddisfazioni personali. Chi ti valutava come un giocatore a fine carriera ha dovuto necessariamente ricredersi. Per te è una seconda giovinezza, a che cosa o a chi devi questa ritrovata condizione ?

Nella vita come nello sport non bisogna mai mollare, perché il lavoro paga sempre. Ringrazio il Presidente Pietropaoli, Mario Patriarca e i tifosi del Rieti per la bellissima stagione vissuta insieme e per avermi dato l’opportunità di mostrare tutto il mio valore. Ho un debito di riconoscenza nei loro confronti e spero quanto prima di poterli ringraziare di persona.

Torni a Pescara per sostituire un giocatore di valore e di temperamento come Maxi Rescia. Il compito che ti aspetta non è dei più facili. Maxi era una chiave tattica importantissima nello scacchiere di Colini. Una responsabilità così alta ti spaventa ?

Sono troppo vecchio per spaventarmi. Ho solo paura delle malattie per me e la mia famiglia. Non sono un ragazzino di primo pelo e quindi so che ogni anno è possibile scrivere una nuova pagina di storia, sia nel bene che nel male. Tutti conoscono il valore di Rescia, un grandissimo giocatore, ma penso di essere in grado, pur con altre caratteristiche, di sostituirlo, anche grazie al lavoro e allaiuto dei miei compagni.

Inevitabile, visti i tuoi trascorsi, una domanda su Colini, con il quale hai alzato nel 2011 il trofeo europeo più prestigioso, la UEFA Futsal Cup ? Qual è il segreto che gli permette sempre di arrivare in fondo alle competizioni e molto spesso di vincerle ?

Che Fulvio sia un grandissimo allenatore lo sanno tutti ma chi non ha mai lavorato con lui non immagina neanche lontanamente quanto sia accurato e preciso in ogni dettaglio del suo lavoro. Mister Colini vive di futsal per 24 ore su 24 e ha una voglia di vincere e migliorarsi che non ha eguali e che, secondo me, gli ha permesso di alzare così tanti trofei. Ci siamo sentiti e si è congratulato con me per la scelta di tornare a Pescara. Non c’è stato bisogno di dirci molto perché ci conosciamo benissimo e ognuno di noi due sa di poter contare sullaltro.

Bene Ale, siamo ai titoli di coda di questa breve intervista. Vuoi salutare e ringraziare qualcuno ?

Mando un saluto e un arrivederci a tutti gli amici pescaresi e ringrazio in particolar modo Gaetano Pagana e Matteo Iannascoli che hanno atteso tutto il tempo a me necessario per prendere la decisione giusta. Grazie per la pazienza che avete avuto.