venerdì 19 gennaio 2018
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La prima volta di Egea: «Aspettavo da tanto questo momento»

- 30 dicembre 2013

Lo aspettavano tutti, e finalmente è arrivato. Il primo gol nerazzurro di Thomas Egea è il regalo di fine anno per l\’AcquaeSapone Emmegross. La grande rivelazione dell’ultimo campionato di serie A2 con l’Aosta, 24 anni, conferma con la rete segnata contro il Napoli il suo progressivo miglioramento e adattamento nel futsal di serie A. Silenzioso, sorridente, entrato da subito in sintonia con il gruppo e con tutto l\’ambiente, ci ha messo un po\’ a superare la barriera invisibile che separa l\’Olimpo del calcio a cinque italiano dalle realtà di serie B e A2 frequentate fino a pochi mesi fa. «La serie A è molto più dura di quanto credessi – racconta Egea, che rientra nella nuova regola introdotta dalla Divisione calcio a 5 del giocatore formato in Italia – . E’ più difficile, sia dal punto di vista atletico che da quello tattico. Non c’è paragone con la A2, che l’anno scorso era anche scesa di livello rispetto al passato. Ancora più difficile arrivare in una squadra composta da tutti campioni, come la nostra». Bellarte lo ha voluto perché lo ha ritenuto idoneo al suo tipo di gioco. Ma anche perché è stato ingolosito dallo strepitoso campionato della scorsa stagione: 23 reti (senza contare i play off), nonostante sia un difensore. Adesso si è sbloccato anche al Palaroma. «Aspettavo da tanto questo momento – rivela il numero 5, cresciuto nel Nacional e passato poi al Palmeiras – , ho lavorato tanto per riuscirci, ogni giorno, in ogni allenamento, ho aumentato la grinta e la voglia di essere al livello dei miei compagni. Oggi li ringrazio tutti: da loro imparo continuamente, ricevo consigli e suggerimenti per migliorare. Come ho festeggiato? A casa, con mia moglie e la mia bambina. Un brindisi in famiglia mi basta per godermi questo momento magico». In Winter Cup, per Egea è aumentato il minutaggio ed è cresciuta la fiducia. «All’inizio mi mancava. Pensavo sempre: “Se entro per un minuto, e sbaglio, spreco la mia occasione”. E così non giocavo libero, ero bloccato. Ora mi sento più tranquillo, rischio qualcosa e gioco meglio. Stare in questo gruppo è motivo di grande orgoglio per me, mi trovo bene dentro e fuori dal campo». In Abruzzo ha legato con Coco Schmitt e la sua famiglia, ma non solo: nel gruppo Thomas è una certezza, con il silenzio di chi sa ascoltare a apprendere, oltre che rispettare ruoli e gerarchie. «Sto benissimo qui, grazie ad una società che non mi fa mai mancare nulla, sempre presente, anche per le piccole cose. Dopo tanti anni vissuti ad Aosta, cambiare vita non era facile. All’inizio abbiamo dovuto abituarci, ora stiamo benissimo e siamo felici. Questo mi fa lavorare meglio anche in campo». Difensore, o ultimo se volete, da quando aveva 6 anni, in Italia ha imparato a giocare in ogni posizione del campo. «Gomes ad Aosta ha iniziato a insegnarmi i movimenti di tutti i ruoli. Ora con Bellarte mi sento sempre più completo. Bisogna difendere e attaccare, muoversi, non sbagliare i passaggi, essere sempre concentrati per limitare gli errori al massimo. E’ dura, ma sto crescendo». Vive in Italia da quando aveva 16 anni, si sente italiano non solo per via dei regolamenti e sogna, come tanti, la maglia della Nazionale: «Spero di arrivare più in alto possibile e fare il meglio per l’AcquaeSapone. L’azzurro è un sogno, l’ho già vissuto da Under 21. Anche se non arrivato presto in serie A, sono giovane e spero di riuscirci». Sarebbero felicissimi i tanti amici e tifosi che lo seguono via facebook ogni giorno: «Ho tanti amici, in Italia e in Brasile – dice – perché sono fatto così: mi piace farmi voler bene dalle persone. Ricevo tanti messaggi e tanto sostegno e questo mi dà forza. Ringrazio ogni giorno Dio perché mi dà la possibilità di dimostrare, nel lavoro e nella vita, di essere un uomo vero. E ringrazio chi crede in me e mi sta sempre vicino. Vincere sarà il modo migliore di sdebitarmi».