venerdì 19 gennaio 2018
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Leandro Cuzzolino, fuoriclasse di ghiaccio

- 6 novembre 2013

Quando piazza la palla sul dischetto e prende la mira diventa di ghiaccio. Quando calcia, poi, sembra essere avere il joystick della playstation in mano. Carica la forza, sceglie l’angolo, fa centro. Margine di errore? Basso, molto basso, quasi nullo. Leandro Cuzzolino da Buenos Aires (ormai pescarese doc, essendo sposato da qualche anno con Silvia, conosciuta proprio nella città adriatica) è l’esecutore perfetto di rigori e tiri liberi assegnati alla squadra di Bellarte. Contro la Luparense, tre piazzati, altrettanti centri. «Ma non sono abituato a segnare triplette, questa credo sia la seconda da quando gioco in Italia: la dedico a mia moglie e alla mia famiglia che mi segue con tanta passione a migliaia di chilometri di distanza», dice l’universale argentino, che si sta avvicinando al suo record personale di gol in serie A (15), realizzato due stagioni fa con il Montesilvano. «Mi alleno sempre, in ogni allenamento, con altri tre o quattro compagni, sui tiri liberi e i rigori. Ma non chiamatemi specialista: se le cose stanno andando bene devo ringraziare i compagni, che mi fanno sentire la loro fiducia e mi permettono di calciare. Io sono l’ultimo arrivato rispetto a Zanchetta o Coco, che prima erano gli specialisti dell’AcquaeSapone. Li ringrazio», aggiunge Cuzzolino, tanto umile quanto decisivo in campo. I suoi tre gol hanno regalato la grande rimonta contro la Luparense. «In realtà sono un po’ amareggiato – rivela il sudamericano – perché noi eravamo andati lì con l’obiettivo di vincere, non di pareggiare. Ci dispiace non esserci riusciti. Per come si sono messe le cose ad un certo punto, aver portato a casa un pareggio non è un risultato da disprezzare». Con 8 punti in classifica, i nerazzurri sono terzi, ma con tante inseguitrici alle spalle. «Ormai parlare di questo campionato diventa banale: con dieci squadre, la situazione è facile da delineare. Non puoi sbagliare più di due partite consecutive. Se ne vinci due, ti ritrovi ai vertici. Se le sbagli, finisci in basso. La differenza può farla l’aspetto mentale di una squadra: bisogna avere la forza di essere continui. Le dieci partite da affrontare sono battaglie difficili: noi lo abbiamo capito a Napoli, dove abbiamo gettato via dei punti preziosi. Uno scivolone di cui siamo ancora dispiaciuti». Venerdì sera, alle 20.30 al Palaroma, arriva il Martina (nerazzurri privi dello squalificato Borruto). A proposito di continuità e forza mentale… «Sono molto organizzati e sappiamo come giocano. Li abbiamo visti già un paio di volte. Non sarà passeggiata contro i pugliesi. Ma lo stesso discorso vale per loro. Conosciamo bene alcuni elementi della squadra di Basile: Bocao, che era qui un anno fa, e Arellano, mio compagno nella Nazionale argentina. Sono giocatori di alto livello: non è un caso se sono secondi dopo cinque turni».