venerdì 19 gennaio 2018
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Leitão, il pivot che sa difendere: «Dovrei tirare di più in porta»

- 27 dicembre 2013

Tra pochi giorni compirà 33 anni, ma lui è ancora lo stesso bambino che iniziò, quando ne aveva solo 6, a dare calci a quel pallone a rimbalzo controllato. Fernando Gomes Leitão è cresciuto a pane e futsal. Una vita nel calcio a cinque, fin dall’infanzia, nella sua San Paolo, per l’ultimo arrivato nella scuderia nerazzurra, subito decisivo nella gara di Napoli della settimana scorsa. Oggi, il pivot dell’AcquaeSapone Emmegross e della Nazionale portoghese, può vantare nella sua personale bacheca uno scudetto e una coppa nazionale brasiliana (con Atletico Mineiro e Minas), due campionati, due coppe e una supercoppa portoghesi (oltre al secondo posto nell’Uefa Futsal Cup nei tre anni con lo Sporting Lisbona) e altri trofei ottenuti durante le sei stagioni spagnole. Nel 2014 festeggia i suoi dieci anni in Europa e ha due obiettivi davanti: provare ad entrare nella storia con il Portogallo ai prossimi Europei, poi vincere nel futsal italiano. Naturalmente a suon di gol, perché è quello il suo compito in campo ed è quello che meglio gli riesce, almeno così dicono i numeri della sua vita sportiva. «Di solito riesco a segnarne almeno venti a stagione – dice Leitão – , ma dovrei farne di più. Dovrei calciare di più in porta, spesso l’istinto mi porta a servire assist ai compagni anche quando potrei tirare in porta. Sono un giocatore duttile, in carriera ho ricoperto tutti i ruoli e ho imparato che la fase difensiva è la cosa che conta di più in questo sport: se un pivot difende bene, la squadra trae grande giovamento». Sta finendo il rodaggio nel calcio a cinque italiano. «E’ diverso rispetto a Spagna e Portogallo – racconta – . C’è più forza, ma anche tanta qualità. Negli altri campionati la tattica conta di più. Da voi ho iniziato a giocare con la difesa individuale, non è difficile ma devo adattarmi». Al Palaroma ha trovato terreno fertile per esprimersi al massimo. «I nuovi compagni mi hanno accolto in modo incredibile: iniziare a lavorare con un gruppo del genere a stagione in corso rende tutto più semplice. Ancora qualche giorno di lavoro con loro e sarò al top. Chi mi ha colpito? Conoscevo la fama di Chaguinha, ma ho scoperto Luiz Paulo Caetano e Murilo, due giocatori fantastici: forza, tecnica, tattica. Hanno tutto». Nell’orchestra nerazzurra ha un ruolo importante anche il direttore, Massimiliano Bellarte. «Lui è il futsal moderno. Movimento, intelligenza, studio e aggiornamento. Con lui una squadra deve sapere sempre cosa fare. Avete visto a Napoli? Siamo riusciti a vincere negli ultimi trenta secondi. La dimostrazione che questa squadra può vincere qualsiasi partita e qualsiasi competizione. Sono qui per questo, perché so che qualcosa vinceremo…». Prima inseguirà il sogno Europeo assieme alla sua Nazionale, il Portogallo. «I tifosi si aspettano tanto da noi, il seguito attorno alla rappresentativa del futsal è aumentato tanto negli anni, grazie anche alla fama di Ricardinho (l’asso dell’Inter Movistar). Possiamo vincere il titolo, le recenti sfide contro Spagna e Russia, le grandi favorite assieme all’Italia, dimostrano che siamo cresciuto molto e siamo ormai ai loro stessi livelli. Spero di non dover affrontare Mammarella e compagni in Belgio». Il portierone e i suoi attuali compagni li ha già sfidati con la maglia dello Sporting Lisbona, non andò benissimo nonostante il suo gol al numero uno al mondo. Nella capitale lusitana, il pivot è diventato una star, con tanto di pagina facebook con oltre quattromila fan. «Essendo una parte del club calcistico, abbiamo il seguito dei tifosi del calcio. Un tifo pazzesco. Nei derby contro il Benfica si gioca davanti a cinquemila persone, è una bolgia. A Lisbona ho vissuto benissimo ed è lì che rimarrò a vivere alla fine della mia carriera». Ora si gode Montesilvano con la moglie Catarina e la piccola Cloe, che compie gli anni il 3 gennaio, come lui. «Lei festeggia i 3 anni, io 33. La data di nascita è diventata anche il mio numero di maglia. Chi è Leitão fuori dal parquet? Un ragazzo tranquillo, che ama stare assieme alla sua bambina e alla moglie, e ama seguire e studiare il calcio a cinque. Sono sempre davanti al pc a vedere partite, gol, schemi. Faccio il professionista ogni giorno, perché questo sport è la mia vita».