venerdì 19 gennaio 2018
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Marcio Xuxa Zanchetta: il guerriero del Rio Feio

- 7 dicembre 2013

Uno che ha il coraggio di lanciarsi nelle acque pericolose del Rio Feio (il fiume cattivo), non può tremare quando entra in campo per vincere una partita. Marcio Xuxa Zanchetta è un guerriero, chi lo ha affrontato ormai lo ha imparato a sue spese. Per lui, vice cannoniere dell’AcquaeSapone nelle ultime stagioni dietro Hector, quello passato agli archivi è stato un girone d’andata non proprio da incorniciare. Colpa di un infortunio ad una spalla arrivato nei primi minuti della gara d’esordio, ad Asti. Gli è costato tre partite di stop, poi un lento ambientamento fino al ritorno al top della condizione. «Adesso mi sento di nuovo al massimo – dice Zanchetta – , ma ho avuto paura, perché a quella spalla mi ero fatto male già cinque anni fa. I miei medici in Brasile mi hanno detto che dovrei operarmi di nuovo, ma ho deciso di stringere i denti e tornare in campo. Ora sto bene, voglio giocare e spero di poter dare tutto. A fine stagione magari farò l’intervento». In cinque partite un solo gol, contro il Kaos. Un’anomalia per un cecchino come lui. Sul terzo posto del giro di boa, c’è comunque il suo zampino. «Per me finora abbiamo fatto bene. Non perdiamo da parecchie settimane, anche se abbiamo pareggiato qualche partita di troppo. La società non è contenta? Certo, la capiamo e siamo d’accordo: possiamo fare meglio. I miei gol? Io cerco sempre di fare il massimo, in ogni partita, per aiutare la squadra. Spero di farne altri, nel frattempo mi ha sostituito Murilo come bomber, va bene così…». Ora scatta la Winter Cup, prima fase contro la LC Martina. Andata domenica alle 18 in Puglia. «E’ un obiettivo al quale nessuno vorrà rinunciare. Noi, quando scendiamo in campo, vogliamo vincere sempre. Sarà così anche per le altre squadre. E sarà competizione vera, per tutti». Zanchetta ha legato molto con Cuzzolino: sono la premiata ditta degli scherzi. La vittima preferita è il prof Paolo Aiello. «Siamo diventati una sola squadra, una sola anima. Ognuno lavora per aiutare il compagno. Cuzzo? Un fenomeno, il giocatore più intelligente che abbia mai visto. Con lui c’è gran feeling in campo, anche se fuori è davvero un rompi…», ride Zanca, numero 11 nerazzurro. Al terzo anno con la famiglia Barbarossa e a Montesilvano. «Mi trovo benissimo qui, devo ringraziare ancora una volta tutti, dalla società allo staff, per il trattamento che ci riservano. Ci fanno sentire a casa. E’ arrivato il momento di regalare un bel trofeo a questo club fantastico». Della sua terra gli mancano solo le uscite a pesca nel Rio Feio. «Eh sì, l’estate, quando sono in vacanza, passo le giornate con gli amici in barca e prendere Piau Sul, dei grossi pesci che nel vostro mare non si trovano, hanno una carne bianca fantastica. Aspetterò le prossime vacanze per tornare a prenderli. Prima vinciamo, poi sarà ancora più gustoso cucinarli».