sabato 25 novembre 2017
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Ricordi, sfide, progetti: Gaetano Fuardo

- 12 novembre 2013

Sta curando per il nostro giornale una rubrica sul futsal, chiamata “Dammi il 5”. In attesa di tornare in pista. Gaetano Fuardo, il calcio a 5 lo ha scoperto tardi. A 55 anni. Ed è questo il più grande rimpianto del suo passato da sportivo. Un passato fatto di successi, soddisfazioni e tanti colleghi-amici conservati con grande affetto nel tempo. Voleva farsi conoscere meglio ai nostri lettori. Ecco ciò che Gaetano ha raccontato a SPORTAG. Perché hai scelto il calcio a 5? «Fu un dirigente della Fas Pescara a convincermi a lasciare il calcio a 11, dove ben operavo. Stavo per iniziare la nuova stagione nel 2000/2001, poi decisi all’ultimo di cambiare». Dovessi fare una scelta, quale delle esperienze che hai vissuto da allenatore ricordi con maggior piacere? «Senza dubbio la vittoria dello scudetto juniores 2013 con l’AcquaeSapone». Una persona speciale che hai conosciuto grazie al tuo lavoro. «Non devo nemmeno rifletterci su: il mister brasiliano Mathias Lamers che nel 2009/2010 mi portò all\’AcquaeSapone centrando la serie A al primo colpo». Visto che ne hai allenati tanti, qual è il giocatore più forte tra quelli che hai avuto?«Chaguinha, per la sua immensa completezza e per la grande umiltà». Chi invece poteva sicuramente fare di più?«Il portiere Luca Tuccella, Prometteva molto bene, peccato…». Cosa non ti piace dello sport locale, e in particolare del calcio a 5? «Il venir meno di sport che hanno dato lustro all\’Abruzzo, come Calcio, Rugby, Basket, Pallanuoto, Ciclismo. Del futsal non apprezzo il ricorso sistematico a forze “straniere” a discapito di investimenti sui più giovani, eppure di ragazzi interessanti ce ne sono davvero molti in giro». Hai qualche rimpianto particolare? «Uno solo: essermi innamorato del calcio a 5 in tarda età (a 55 anni) e non averlo praticato». Vorresti un giorno tornare nel mondo del futsal? «Ritengo la sosta forzata di quest\’anno solo un incidente di percorso, e penso di poter dire e fare molto a chi vorrà darmi fiducia e opportunità». Perché hai scelto questa particolare sfida (rubrica DAMMI IL 5) sul nostro giornale Sportag.it? «Il libro “Destinazione: paradiso” che ho dedicato alla mia ex società ha avuto un ottimo riscontro, anche sul web. Il tuo collega Orlando (D’Angelo, ndr) non se l’è mai dimenticato, e ha colto la palla al balzo. Io ho visionato il vostro quotidiano online e mi è sembrato un prodotto interessante. Spero di poter dare sempre contenuti originali e di non deludere mai i vostri lettori».