giovedì 21 settembre 2017
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Baroni, Oddo e Cocco: rivincita, umiltà e crisi

- 4 novembre 2015

La rivincita di Baroni, l’umiltà di Oddo, la crisi di Cocco. Novara-Pescara il giorno dopo.

BARONI Il tecnico toscano ha vissuto a Pescara una stagione da “intruso”, da “indesiderato”, da pedina dissonante in un contesto da lui troppo diverso. L’amore con stampa e tifosi non è mai sbocciato. Troppo abbottonato e troppo timoroso per poter strappare il gradimento a una piazza che ha sempre prediletto il calcio spettacolare di Galeone prima e Zeman poi. Il rapporto si è chiuso male e anzitempo, alla penultima giornata dello scorso campionato. Si è chiuso male soprattutto quello tra tecnico e presidente. Sebastiani lo ha prima voluto e poi difeso anche contro l’evidenza. Si sarebbe aspettato se non altro un atteggiamento civile da parte del suo ex dipendente, anche dopo l’esonero. Evidentemente Baroni non l’ha presa bene e ha preferito troncare ogni tipo di dialogo. Resta però il fatto che ieri a Novara la squadra piemontese ha offerto una prova di concentrazione, agonismo e soprattutto idee chiare. Le occasioni da gol non sono state migliaia, questo è chiaro. Ma la prestazione è stata convincente, dunque il successo meritato, tanto che a sottolinearlo è stato lo stesso allenatore avversario.

ODDO “Hanno dato qualcosa in più di noi e hanno vinto con merito”, ha infatti dichiarato Oddo a fine partita. Il tecnico biancazzurro riconosce i meriti ai padroni di casa e ammette: “Quando non giochiamo benissimo le partite non le vinciamo”. Onestà e lucidità non nuove al personaggio, che continuano a far ben sperare per il prosieguo del torneo. Una squadra che può crescere ancora tanto soprattutto nel reparto mediano, dove l’alternanza continua di uomini (per scelta e per necessità legate agli impegni con le nazionali di tanti elementi del centrocampo) sta forse rallentando il processo di amalgama e intesa.

COCCO Sarebbe utopistico ascoltarlo da Oddo, Sebastiani o da qualche compagno di squadra. Ma è inutile negare l’evidenza: Andrea Cocco vive un momento di crisi. Che ci può stare, ci mancherebbe. Ma che non può essere confuso o mascherato con un utile contributo alla squadra in termini di apertura spazi e sponde. Cocco non è stato acquistato per questo, lo sanno tutti. Il centravanti fatica a trovare e crearsi spazi, due concetti differenti nella misura in cui la squadra non riesca a fornire con continuità palle giocabili. All’attaccante è lecito chiedere più sacrificio e intelligenza nell’andarsi a creare i presupposti per il gol. Non è invece lecito chiedere a Oddo di rinunciare definitivamente al suo puntero. Cocco resta sulla carta quel valore aggiunto che potrebbe e potrà trasformare il Pescara da squadra di alta classifica a potenziale capolista della B. Deve crederci il tecnico, deve crederci la piazza, ma dovrà crederci soprattutto il giocatore. Il vero salto di qualità passa fondamentalmente da qui.