venerdì 24 novembre 2017
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Buona squadra senza un trascinatore vero

- 3 novembre 2013

Le parole di Giuseppe Mascara nel post partita di Pescara-Brescia la dicono lunga sull’handicap principale dei biancazzurri: «Un suicidio, davvero da prenderci a schiaffi da soli. Una squadra composta da giocatori esperti come la nostra non può permettersi una cosa del genere. Anche a Reggio Calabria dopo la rete del 2-3 avevamo rischiato il pareggio. Con Di Michele ci è andata bene, questa volta no. Era la partita della svolta per questo gruppo». E poi ancora: «Non mi so spiegare da cosa dipenda questo aspetto. Non credo subentri nei frangenti finali la cosiddetta paura di vincere». Al secondo virgolettato potremmo rispondere che manca un trascinatore vero. Un leader. Un giocatore in grado di strigliare i compagni quando serve. Di interloquire con il tecnico facendo da polso di ciò che avviene in campo. Un elemento che sappia gestire e spazzare via la pressione che inevitabilmente ti assale in alcuni frangenti di gioco. E’ lo sport, è il calcio, succede a tutti. Il paragone con la disastrosa annata di serie A non è poi così improbabile: fu proprio Cristian Bucchi, terzo allenatore stagionale dopo Stroppa e Bergodi, a sottolineare come la reazione più comune a un gol incassato era testa bassa e morale sotto i piedi. «Io spero e sono convinto che ce l’abbiano e possano tirarla fuori, ma è chiaro che stiamo parlando di una cosa che o ce l’hai oppure no. Non la si può allenare. Io ho giocato contro squadre che dovevano salvarsi, mi strappavano la maglietta! Invece noi, appena subiamo un gol, crolliamo. Perdere di continuo mina le proprie sicurezze, inizi a pensare che forse hanno ragione gli altri quando ti dicono che sei scarso», disse il tecnico lo scorso 2 aprile dopo la sconfitta con il Parma (leggi qui). Ci pare di capire che la questione non sia stata risolta. Contro il Brescia, sul 3-1, qualità come quelle descritte da Bucchi sarebbero servite come il pane per mantenere calma ed equilibrio tattico. Uno come Mascara ha la stoffa del leader. Recuperando la brillantezza dei bei tempi (e l’attaccante è sulla buona strada), potrebbe essere lui il valore aggiunto del futuro Pescara.