venerdì 19 gennaio 2018
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Leone che non morde: Palermo-Pescara 1-0

- 13 ottobre 2013

Un leone che non morde. Dunque, improduttivo. Il Pescara visto a Palermo è uno dei migliori della stagione. Piglio e personalità sono da grande squadra, lo spessore offensivo no. E questo pesa. Si pensi al fatto che ai rosanero basta un colpo di testa di Munoz, dopo 36 secondi di gioco, per conquistare l’intera posta in palio. Tanto gioco costruito, tante situazioni proposte, ma al di là del gol di Schiavi (annullato per un fallo del difensore ravvisato dall’arbitro), nessuno degli adriatici riesce a inquadrare la porta. IN CAMPO Palermo senza Di Gennaro, Marino con il 3-4-3. Ecco le news di inizio gara. I biancazzurri si schierano con Mascara al centro dell’attacco e Zauri a coadiuvare il terzetto centrale arretrato, insieme a Schiavi e Capuano. I primi 10 minuti sono da incubo per gli ospiti. Non solo per il gol di Munoz dopo 36 secondi di gioco (stacco ravvicinato su angolo di Dybala), ma anche per uno sbandamento evidente che consente agli uomini di Iachini di assediare gli avversari con le scorribande di Dybala in primo piano. Passata la sfuriata iniziale, i biancazzurri provano a riordinare le idee e a riproporsi con la velocità di Politano e i dribbling di Cutolo. In realtà è Rizzo ad andare vicinissimo al pari con un palo clamoroso (destro da fuori). Cutolo manca sempre di precisione, Mascara appare poco reattivo, Politano si muove bene negli spazi ma non basta. Il Palermo si difende con efficacia ed è molto insidioso su un break di Munoz, arginato all’ultimo da Zauri, forse il migliore del pacchetto arretrato. Due interventi di Sorrentino, in uscita su Mascara e di pugno su Cutolo, e un’incursione di Capuano chiudono la prima frazione. Evidentemente l’approccio è uno degli aspetti su cui Marino deve ancora lavorare. Si torna in campo e infatti il Pescara subisce il primo pericolo con Lafferty dopo nemmeno 20 secondi. Ma gli adriatici sembrano liberarsi delle pressioni e iniziano a macinare gioco, tanto che i padroni di casa si piazzano in 9 dietro la linea del pallone per difendersi dalla manovra avvolgente degli abruzzesi. Mascara fa la prima cosa buona della sua partita inventando splendidamente la profondità per Politano, che invece di incrociare sceglie il primo palo e apre troppo l’interno, sciupando il pari. La palla entra in rete al 56’ con colpo di testa di Schiavi, ma l’arbitro annulla per fallo del difensore. Il possesso palla è quasi totalmente appannaggio degli ospiti, con il Palermo che quasi sparisce dalla gara. Marino inserisce Maniero, Padovan e Vukusic per Cutolo, Mascara e Politano, tentando di aumentare lo spessore offensivo. Ma è questo il problema vero del Pescara attuale. Manca cattiveria sottoporta, manca lo spiraglio per andare a rete con continuità. Nel finale è addirittura Bolzoni a sfiorare il raddoppio: grande parata di Belardi, ed è l’ultimo sussulto di un match che finisce 1-0 e che sottolinea la cruda realtà: puoi costruire all’infinito, ma per vincere questo non basta. LEGGI LA DIRETTA WEB