venerdì 24 novembre 2017
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Marino: «Dobbiamo darci una svegliata»

- 24 ottobre 2013

«E’ vero che c’è tempo e che nulla è perduto, ma dobbiamo darci una svegliata». Pasquale Marino parla così alla vigilia della trasferta di Reggio Calabria, dopo che il suo Pescara ha vissuto una settimana di ritiro, conseguente al ko interno della scorsa giornata con il Latina (0-1). «Il ritiro è sempre positivo, ti permette di stare insieme e di parlare. Abbiamo più che altro analizzato le ultime due partite, i diversi approcci. Non è facile spiegare quello che sta succedendo». Testa e gambe: i due noti imputati. Non si tratta di condizione fisica, secondo il mister: «Secondo me con il Latina abbiamo corso di più rispetto a quanto fatto con il Palermo, ma abbiamo corso male, eravamo sempre secondi sul pallone, e non siamo stati ordinati nelle coperture preventive». Il problema, allora, è di tipo mentale: «Tutto parte da lì. Si aggiunga poi che alcuni elementi per noi fondamentali non sono al meglio, ed ecco che andiamo in difficoltà». A chi chiede lumi su un maggiore utilizzo dei giovani da qui in avanti, e magari a partire da domani sera, Marino risponde con una considerazione interessante: «Se pensiamo che la palla scotta tra i piedi di alcuni giocatori molto esperti, vien da sé che lanciare ora ragazzi che hanno giocato pochissimo sarebbe deleterio. La formazione la deciderò domani, ma sicuramente farò giocare chi sta meglio, e chi potrà dare qualcosa in più al gruppo sul piano caratteriale. Balzano? Sta benissimo». Resta da capire perché questo possa accadere a elementi di grande esperienza, con alle spalle tantissimi campionati in questa categoria. Ma l’ostracismo ai giovani di Marino non è tale, come qualcuno vuol far credere: «Perché secondo voi faccio giocare Brugman? – chiede in modo retorico il tecnico del Pescara – Evidentemente lo ritengo pronto. I nostri ragazzi stanno crescendo e maturando, lo vedo ogni giorno che passa. E presto giocheranno. Zuparic, ad esempio, quando poteva giocare (con il Crotone, ndc) è stato via con la Nazionale». La stretta attualità impone però di fare risultato domani sul campo della Reggina: «A noi non gira affatto bene, altri invece fanno punti senza la prestazione. Noi dobbiamo guardare a entrambi. Gli amaranto? Credo che con il cambio di allenatore modificheranno anche l’assetto tattico e giocheranno a 4 in difesa. Poi là davanti hanno tante soluzioni, con Di Michele, Sbaffo, Cocco e Gerardi che potrebbero anche giocare contemporaneamente». Chiusura sulla “fiducia incondizionata” che la società sembra nutrire in lui: «C’è sempre stata grande sintonia – spiega Marino – evidentemente, a differenza di altri, i dirigenti fanno una valutazione globale che coinvolge tanti aspetti. In ogni caso io penso solo a lavorare, non sono abituato a fasciarmi la testa prima di essermela rotta».