mercoledì 22 novembre 2017
Home / Calcio / Pescara / Rabbia e fiducia: le sensazioni di Emanuele Belardi

Rabbia e fiducia: le sensazioni di Emanuele Belardi

- 6 novembre 2013

«Come sto? Mi girano ancora molto… ma a mio giudizio usciamo dalla partita con il Brescia con una consapevolezza, quella di essere forti. Loro, sulla carta, sono uno squadrone, e noi li abbiamo messi sotto fino a un quarto d’ora dalla fine». Emanuele Belardi non ha digerito il 3-3 subito nel finale venerdì scorso all’Adriatico. «Abbiamo rivisto il video con la squadra – spiega al termine dell’allenamento mattutino presso la Cittadella dello Sport a San Giovanni Teatino – lo dico in maniera sincera: questo Pescara è una delle squadre più forti tra quelle di B in cui ho giocato. Dobbiamo però imparare a dare importanza ai particolari, perché sono proprio i dettagli a fare la differenza». In ogni caso, il portiere vede il bicchiere mezzo pieno: «Se analizzo le ultime prove, dico che solo in casa con il Latina abbiamo fatto male. E’ importante restare il più vicino possibile alle altre fino alla fine del girone di andata. Poi sarà decisivo quello di ritorno. Per arrivare ai playoff nelle condizioni ottimali». Sabato a Cittadella sarà un test chiave. «Credo che in serie B si giochi meglio fuori casa – dice Belardi – perché si hanno più spazi per ripartire e fare male. Il rientro imminente di Pelizzoli? Sono contento per lui, vuol dire che il Pescara avrà a disposizione un giocatore in più e non è poco». In ogni caso, toccherà ancora a lui difendere i pali biancazzurri almeno per un altro turno: «Ero un ex fino a poco tempo fa? Sì, ma per mia scelta. Io cerco di impegnarmi al massimo ogni giorno perché non mi piace fare brutte figure. Solo così posso andare a dormire tranquillo la sera». E a chi lo etichetta come potenziale leader dello spogliatoio, l’ex Juve e Reggina risponde così: «A me piace scherzare, cenare con i compagni di squadra, divertirmi, ma credo che leader non è chi sbraita. Lo è chi dà l’esempio. E io di leader veri ne ho conosciuti, come Del Piero nella Juve. Non penso che lo spogliatoio del Pescara non abbia queste figure. Da parte mia, è chiaro, cerco e cercherò sempre di essere un buon esempio».