giovedì 18 gennaio 2018
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Testa, gambe, modulo: «Questo Pescara non è pronto»

- 22 ottobre 2013

Non si tratta soltanto di chiederti se era ipotizzabile un esito simile (0-1), ma anche e soprattutto quale idea ti sei fatto sulle ragioni di una tale crisi.«Non avrei immaginato un ko contro il Latina, ma nemmeno credevo che si potesse vedere un Pescara molto diverso da quello che si è visto. D\’altronde, a Palermo si è visto un buon atteggiamento, ma di punti neanche l\’ombra. La ragione della crisi? Facile: questo Pescara non è pronto, complessivamente, per un campionato dagli alti contenuti agonistici più che tecnici. Infortuni, atteggiamenti, valutazioni tecniche fatte sul mercato: una serie di problemi combinati tra loro. Ecco il risultato». Reggio Calabria è l\’ultima spiaggia per Marino?«Non credo sia l\’ultima spiaggia, ma potrebbe costare cara una sconfitta. Il ritiro credo serva anche a questo: è un segnale per tutti che non c\’è più tempo da perdere». Su quali aspetti si dovrà lavorare in ritiro? Testa o un’ulteriore modifica tattica?«Per me bisogna lavorare sulla condizione fisica e sull\’amalgama tattico. Il pallone circola lentamente e i biancazzurri sembrano arrivare troppe volte secondi. E\’ lampante». Quale può essere la linea giornalistica più corretta che in un momento del genere dovrebbero e dovranno seguire i media locali?I media devono sempre, ripeto sempre, evidenziare i problemi e le lacune partendo esclusivamente da quello che vedono in campo. Mettere il dito nella piaga non serve e non fa bene, ma girarsi dall\’altra parte e creare degli alibi a società e squadra può essere ancora più controproducente. I giornalisti sono antipatici per antonomasia. Perché dicono la verità. Quelli simpatici, o troppo amici, spesso non stanno lavorando bene. E non vogliono il bene della squadra che seguono, nel caso del calcio».