sabato 23 settembre 2017
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Cesena-Pescara 1-0: l’ex Ragusa non perdona

- 27 novembre 2015

Serie B, 15esima giornata: i biancazzurri falliscono un importante esame di maturità

 

FB_IMG_1448658107514Antonino Ragusa non perdona. L’ex biancazzurro è il match winner di Cesena-Pescara. Un colpo di testa del falso nueve al 12esimo del primo tempo lancia gli uomini di Drago e lascia il Delfino a 24 punti in classifica.

I primi minuti di gioco fanno pensare a una gara bloccata tra due squadre pronte ad annullarsi, poi al 12esimo saltano schemi e congetture perché l’ex biancazzurro Ragusa svetta su punizione di Sensi e porta in vantaggio il Cesena. I padroni di casa aspettano e ripartono in velocità provando a sfruttare lo sbandamento degli avversari,  ma soltanto al 32esimo impegnano Aresti con la parabola maligna di Kessie da lontano. Tre minuti dopo Kone si divora il raddoppio dopo un altro grande intervento del vice-Fiorillo, quasi a sancire che il Pescara è ancora scioccato e nervoso (gialli per Memushaj, Lapadula e Mandragora). La sfida nella sfida tra i due baby registi viene vinta da Stefano Sensi, personalità e visione di gioco a metà campo contro la troppa fretta del Rolando biancazzurro. Al 40esimo dopo una sventola a lato di Caprari, Molina non approfitta di una leggerezza di Aresti alzando oltre la traversa un pallonetto insidioso. Prima dell’intervallo Gomis si allunga su punizione di Caprari e cancella il possibile 1-1.

Nella ripresa ci sono Succi e Torreira (anch’egli subito ammonito), ma il protagonista è ancora il giovane Sensi, che all8′ ubriaca l’intera difesa del Pescara e viene arginato soltanto dal super Aresti. Quest’ultimo al quarto d’ora dice ancora no alla bomba di Kessie. Sul capovolgimento di fronte Lapadula si vede annullare il gol dall’evidente fuorigioco, così Oddo gioca la carta Cocco per Benali. Il Cesena sfiora però il 2-0 con Succi prima e Perico poi, con Molina e ancora con Succi, ma la mira non è mai quella giusta. Il Cesena al di là del maggior furore è anche più ordinato degli adriatici, che affidano la reazione all’asse Memushaj-Lapadula senza riuscire a pungere. Dentro anche Valoti, l’altro osservato speciale dal suo allenatore, mentre Kone spara addosso ad Aresti da 5 metri e Molina sfiora l’eurogol dal vertice. Nei 6 minuti di recupero l’unica nota di colore è il doppo giallo e conseguente rosso a Torreira, ultimo atto della sfida. La sconfitta degli abruzzesi non rappresenta un dramma in chiave classifica. Tutt’al più coincide con un esame di maturità non superato. Per consacrarsi definitivamente come grande squadra, questo Pescara dovrà imparare a subire meno gol e a dare continuità al binomio prestazioni-risultati.