venerdì 23 giugno 2017
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Dualismi e competizione: così nasce il Pescara bello e vincente di Oddo

- 28 gennaio 2016

oddoL’elemento che fu di debolezza è diventato elemento di forza. Spirito di competizione, dualismi in ogni dove, tutti sulla corda, tutti sull’attenti: così Massimo Oddo è riuscito a costruire un Pescara bello e ultimamente vincente. Lo ha spiegato ieri in conferenza stampa lo stesso allenatore parlando di Torreira e Mandragora: “Scelgo sempre in base alla partita che voglio fare, all’avversario e alle caratteristiche dei miei ragazzi”.

E pensare che nel recente passato gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina biancazzurra mai sono riusciti a ideare un 11 base che potesse dare certezze e risultati, finendo per implodere nel gioco e nella classifica. È vero che oggi Fiorillo, Campagnaro e Lapadula sono lì a tracciare la linea guida della formazione, ma è anche vero che attorno ruotano spesso elementi diversi, sempre capaci di interpretare le diverse situazioni di gioco: “Ho capito che la mia squadra è diventata matura proprio quando a Perugia siamo stati capaci di adattarci al loro modulo, pur avendo preparato il match in un’altra maniera”, ha aggiunto il tecnico.

Oddo considera tutti e al contempo non guarda in faccia nessuno. Gioca chi merita. E dopo diversi mesi di lavoro insieme sul campo, la squadra ha assorbito idee e metabolizzato meccanismi sempre ben visibili in partita a prescindere da chi giochi.

Il mercato non è finito, sia per la questione Verde (il Pescara attende fiducioso ma la pazienza non è eterna) sia per la caccia a un vice Crescenzi sull’out mancino. Sabato arriva il Bari al culmine di una settimana calda per la tifoseria, chiamata a gran voce a riempire lo stadio. Un’altra bella occasione per proseguire la marcia trionfale delle ultime settimane, emulando Zeman e dando un dispiacere al tecnico pescarese Camplone.