martedì 12 dicembre 2017
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Effetto-Adriatico: obiettivo 2015 in casa Pescara

- 31 dicembre 2014

Da gennaio 2013 ad oggi, il Delfino ha messo insieme la miseria di 9 vittorie casalinghe in 24 mesi. Più o meno una ogni tre mesi. Una china negativa, che va ribaltata per tornare a sognare

 

la curva Nord del Pescara (foto emmetì)

la curva Nord del Pescara (foto emmetì)

Il Pescara si è rimesso in carreggiata, ma per fare davvero il salto di qualità, nel 2015, ci sarà bisogno dell’effetto-Adriatico. I dati statistici dicono che gli ultimi due anni solari sono stati catastrofici per il Delfino e per i suoi obiettivi di classifica. Da gennaio 2013 ad oggi, il Delfino ha messo insieme la miseria di 9 vittorie casalinghe in 24 mesi. Più o meno una ogni tre mesi. Una china negativa, che va ribaltata per tornare a sognare.

Sono state solamente 4 le vittorie, tutte nel girone d’andata della scorsa stagione, in B, sotto la guida di Pasquale Marino. Il 3 a 0 del debutto contro la Juve Stabia, che illuse tutti sulle ambizioni del Delfino, il 2 a 1 alla Ternana, il rotondo poker rifilato al Carpi e l’1 a 0 al Padova di Melchiorri e Pasquato. Uniche perle di un’annata tragicomica in cui il Delfino aveva battuto nel primo semestre in A, tutti i record negativi della storia del massimo torneo nazionale, centrando solo due pareggi con Palermo e Roma (entrambi fuori casa).

Chi pensava che l’ondata negativa fosse passata, alla fine di questo 2014, deve fare di nuovo i conti con numeri da freddo artico: sono state soltanto 5 le vittorie interne in quest’anno che arriva alla conclusione. Due le ha centrate Serse Cosmi, arrivato a fine febbraio a salvare una squadra allo sbando. La prima l’8 marzo scorso contro il Cesena (poi promosso in serie A) dell’ex Cascione, per 2 a 0, la seconda il 10 maggio, contro il Siena, per 1 a 0. Ha risollevato lo score Marco Baroni, vincendo tre gare all’Adriatico: 4-0 alla Virtus Entella, 3-0 al Frosinone e 2-0 al Varese una settimana fa. E’ ancora poco per essere soddisfatti.

Basti pensare che il Pescara attuale ha vinto una gara in meno di quello deludente di Marino dello scorso girone d’andata. Serve un cambio di marcia: il fattore Adriatico vale tanto, sia in termini di affetto dell’ambiente, sia per le ambizioni di una squadra che potrebbe fare decisamente di più.