martedì 12 dicembre 2017
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IL DERBY DI BARONI: l’addio al Lanciano e quella cena con il Pescara…

- 24 novembre 2014

#AltoTradimento – Il tecnico biancazzurro vivrà una giornata particolare, tra obiettivi di classifica e forte motivazione personale

 

Il Derby di Baroni

Il Derby di Baroni

Estate piena, è la sera del 14 giugno: Sportag “subisce” un’indiscrezione piuttosto importante. Marco Baroni, appena dimessosi dalla guida tecnica del Lanciano, è a cena con i dirigenti del Pescara in un noto ristorante di Ortona (leggi qui il nostro servizio in esclusiva). La nostra telefonata al locale, avvenuta intorno alla mezzanotte, non riceve una conferma ufficiale. Ma nemmeno una smentita. Quella cena sarà il preludio all’accordo più discusso e criticato della storia recente del calcio abruzzese.

Marco Baroni aveva lasciato il Lanciano appena una settimana prima, il 6 giugno, con una conferenza stampa che aveva fatto assai discutere: “Non sento più il fuoco dentro“, aveva detto l’allora allenatore della Virtus. Al netto delle comprensibili valutazioni di parte, è certo che Baroni abbia diviso il pubblico rossonero. C’è chi ne ha elogiato il lavoro e il gran campionato disputato, con i playoff sfumati davvero sul filo di lana, ma c’è anche chi non ha digerito alcuni metodi di gestione del gruppo e di approccio alle partite. Parte dello spogliatoio (le famose dichiarazioni di Vastola a mezzo social ne sono l’esempio) non ha gradito alcune sue scelte tecnico-comportamentali, parte della tifoseria non gli ha perdonato il suo approdo sulla panchina dei rivali biancazzurri.

L’elemento giornalisticamente curioso, per non dire clamoroso, sta proprio qui: pur essendo stato il leader tecnico di uno dei campionati più importanti della storia calcistica griffata Lanciano, Marco Baroni non viene da tutti identificato come parte importante di quella stessa impresa. Non è entrato nei cuori rossoneri, impresa riuscita invece a Carmine Gautieri. Anche per questo il derby d’Abruzzo di venerdì sera avrà un sapore particolare. Con il tecnico toscano chiamato in primis a risollevare le sorti del suo Pescara, ancora impelagato in una situazione di classifica difficile. E in secondo luogo, ne siamo certi, a riaffermare orgogliosamente i meriti personali di una stagione oggettivamente eccezionale, smorzata da un tradimento sportivo che da queste parti non verrà mai digerito né perdonato.