lunedì 23 ottobre 2017
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IL VERO PESCARA

- 31 ottobre 2016

Quello scialbo e timido visto nelle ultime uscite o quello spavaldo e ficcante ammirato a San Siro? Qual è il vero Pescara?

Domanda che riecheggerà nell’ambiente per tutta la settimana fino a domenica, giorno della sfida interna contro l’Empoli. Praticamente una finale, un passaggio chiave fuor di retorica. “Bisogna vincere assolutamente”, ha detto Oddo nel post partita di San Siro. Non ci sono alternative.

E’ vero: il delfino viene via da Milano senza punti. Ma nonostante il momento sia nero, complici anche i risultati delle altre pretendenti alla salvezza, è obbligatorio stavolta pensare positivo, guardare l’altra parte del bicchiere, e autoconvincersi che la squadra vista contro il Milan sia un qualcosa di ripetibile e migliorabile.

Il Pescara pimpante, coraggioso e assai pericoloso sceso in campo al Meazza dovrà come dice il suo tecnico trasformare il rammarico in rabbia fruttifera. Bisogna aggredire con maggiore veemenza gli ultimi 16 metri, manca ancora quel pizzico di cinismo sotto porta, e a quel punto potranno farsi valutazioni realmente attendibili sulle possibilità di salvezza degli adriatici.

Se prima della trasferta milanese le sensazioni erano quasi di resa e sfiducia collettiva, a iniziare dal tecnico Oddo, dopo l’1-0 firmato Bonaventura è obbligatorio credere che le cose possano cambiare. Se il vero Pescara è questo qui, basterà una vittoria, da raggiungere con tutti i valori di cui sopra, per accendere una miccia spenta da troppe settimane. Il calcio è bello perché tutto può succedere. Niente è perduto, soprattutto in un campionato non eccelso come quello attuale. Ma il fuoco va acceso domenica. Empoli, ultima chiamata. Il Pescara di San Siro, quello vero, può farcela.