martedì 12 dicembre 2017
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IMMENSAMENTE FRAGILE

- 28 novembre 2014
il ricordo di Vincenzo Zucchini (foto emmetì)

il ricordo di Vincenzo Zucchini (foto emmetì)

Illusione, delusione, sospiro. Ma dietro c’è consapevolezza. Ed è una consapevolezza di fragilità ancora esistenti. Pericolosamente esistenti. In casa Pescara, il post derby lo leggiamo così.

Il buon piglio ha illuso. La squadra messa in campo da Baroni è a trazione anteriore, può proporsi in modo pericoloso e soprattutto veloce. Diciamo che l’intensità fisica e la rapidità di Sowe avevano gettato un discreto fumo di speranza negli occhi dei tifosi biancazzurri.

E’ bastato però subire un paio di ripartenze ficcanti e organizzate da parte degli ospiti per capire sulla propria pelle quanto è ancora fragile questa squadra. La classe immensa di Piccolo e la verve da rapace di Monachello hanno fatto la differenza, spostando l’equilibrio di un match che era virtualmente chiuso.

Fino al momento del sospiro. Il sospiro che deriva dalla staffilata di Federico Melchiorri al quinto di recupero. Una folgore improvvisa scagliata dall’unico valore aggiunto imprescindibile di questa squadra. Non può bastare per maturare, crescere e disputare una stagione senza affanni. La piazza adriatica lo sa, i tifosi lo hanno fatto capire a fine gara, chiamando al confronto i giocatori. Il Pescara è ancora fragile, pericolosamente fragile. E il derby ne è stata l’ennesima dimostrazione.