martedì 12 dicembre 2017
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“Lanciano, è l’anno della conferma. Amenta resta, e in entrata…”

- 31 dicembre 2014

#Opinione – il giornalista Pier Paolo Di Nenno analizza il girone di andata dei rossoneri

Il Lanciano sotto la Sud (foto Federica Roselli)

Il Lanciano sotto la Sud (foto Federica Roselli)

Un bilancio sul girone di andata della Virtus Lanciano: diamo un voto e motiviamolo.

“Il girone di andata della Virtus è stato senza dubbio positivo, da 7.5 più che meritato. Il fatto che in molte partite la squadra rossonera abbia lasciato il campo con l’amaro in bocca per quello che sarebbe potuto essere e non è stato non fa che confermare quanto di buono D’Aversa e i suoi hanno fatto in queste 21 gare. Una fase offensiva con i fiocchi (anche se è mancato più di una volta il colpo del ko, il famigerato gol che chiude la partita, vedi Pescara e da ultimo Bologna) fa da contraltare a una fase difensiva che nella seconda parte ha sofferto non poco le palle inattive. In definitiva, i 30 punti che la Virtus ha accumulato in classifica con 6 vittorie, 12 pareggi e 3 sconfitte sono un bottino cui manca, più che avanza, qualche punto. Non male per una squadra che si basa su un gruppo storico e che ha presentato due tre novità sostanziali rispetto allo scorso anno: Cerri, Nicolas e Monachello. Questo è l’anno della conferma definitiva per Mammarella e soci: la Virtus è una squadra che in serie B ci sa stare e non è più la favola di provincia da raccontare su Marca o Equipe. Lo dimostra la Virtus che è passata in vantaggio al Partenio in inferiorità numerica, quella che ha segnato 3 gol in trasferta a Catania e Spezia portando via solo un pareggio, quella che ha giocato alla pari con Carpi o che ha battuto il Livorno e che a 30 secondi dalla fine era in vantaggio nel derby dell’Adriatico: fatti che dicono come il progetto dei Maio, a piccoli passi, cresca di anno in anno”.

La fragilità difensiva dei rossoneri ha spesso pregiudicato potenziali ottimi risultati: la vedi in ottica di margine di miglioramento, oppure di occasione gravemente persa per un definitivo salto di qualità?

“La fase difensiva, cui un Amenta nella migliore condizione fisica tornerebbe assai utile, può solo migliorare. Nella prima parte del campionato si è distinta tra le migliori, per numero di gol subiti. Poi una flessione, complice anche le topiche sui calci piazzati che hanno punito la scelta di difendere a zona. Difficile parlare di salto di qualità per una squadra costruita per la salvezza e che per la maggior parte delle 21 gare fin qui disputate è rimasta stabilmente nella parte sinistra della classifica, spesso in zona playoff. Certo è che le tante rimonte subite lasciano l’amaro in bocca: ma con la logica del se e del ma non si va lontano”.

Mercato: dove intervenire per rinforzare l’organico? Chi andrà via e chi invece può arrivare?

“Il ds Leone ha parlato chiaro a più riprese: niente movimenti in entrata, qualcuno in uscita. Branescu e De Vita, mai impiegati, chiedono di giocare e probabilmente verranno accontentati. Amenta, uno dei pezzi pregiati della rosa Virtus, “non partirà”, come ha ribadito il ds frentano, sgombrando il campo dalle voci che di recente hanno iniziato a rincorrersi sul prossimo futuro del 35enne di Ostia. In attacco è difficile individuare un elemento che possa migliorare l’attuale reparto rossonero: tra Monachello, Thiam, Cerri, Piccolo e Gatto c’è l’imbarazzo della scelta per D’Aversa. Così a centrocampo, dove Vastola e Di Cecco hanno giocato di più, ma il Grossi visto all’opera ultimamente può dare il suo contributo, in attesa di quello di Bacinovic. Un elemento di esperienza potrebbe tornare utile in difesa per farsi trovare pronti in caso di indisponibilità di Troest, l’unico che insieme a Nicolas ha giocato tutti i minuti delle 21 partite fin qui disputate”.