domenica 24 settembre 2017
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A lezione dal “mini-Xavi”

- 28 novembre 2015

stefano sensiNell’epoca calcistica della caccia all’erede di Andrea Pirlo, una caccia già vinta a mani basse dal pescarese Marco Verratti, che di Pirlo ha però ruolo e poco altro (troppo diversi i due per caratteristiche fisiche e tecniche), il pallone italiano del momento offre fortunatamente altri interessanti spunti di riflessione. Cesena-Pescara di venerdì sera ne è stata l’emblema.

Due giovanissimi talenti della mediana a confronto: da una parte il napoletano Rolando Mandragora, dall’altra il marchigiano Stefano Sensi. E aggiungiamo anche Lucas Torreira, che italiano non è ma che rappresenta per continuità nella storia e nel ruolo il post Verratti in casa Pescara. Stavolta il duello lo ha vinto nettamente il centrocampista del Cesena.

Sensi, classe 1995 di Urbino, nasce mezz’ala offensiva e viene trasformato dal tecnico Drago in regista di qualità. Ha esordito in serie B lo scorso 5 settembre e di recente è stato convocato in nazionale Under 20 dal tecnico Evani. Emmanuel Cascione, ex Pescara che ha giocato con Verratti e oggi gioca con Sensi, ha definito quest’ultimo addirittura superiore dal punto di vista tecnico al fenomeno di Manoppello. Cosa impressiona di questo ragazzo? Sì, i piedi deliziosi. Ma anche la visione di gioco, la personalità, la lungimiranza in alcune giocate. E poi una caratteristica che, esageriamo volutamente, potrebbe valergli l’etichetta precocissima di “mini-Xavi“: la voglia e la capacità di evitare contrasti in mezzo al campo, pensando molto più a giocare che a distruggere.

“Mi piace tenere palla perché quando ce l’abbiamo noi vuol dire che non ce l’hanno gli avversari”, afferma il più grande stratega del calcio moderno Pep Guardiola. Ed è questo a nostro giudizio l’aspetto sotto il quale il baby Sensi ha stravinto il duello con gli altri baby rivali Mandragora e Torreira. I due centrocampisti biancazzurri hanno classe da vendere ma sembrano ancora appesantiti da un sottile velo di paura che emerge nei frangenti di maggiore difficoltà. Quando il Pescara sbanda, la lucidità in regia si annebbia, spuntano i falli, spuntano i gialli, talvolta spuntano i rossi.

Se è vero come è vero che giovanissimi gioielli del calcio italiano e mondiale come il classe ’97 Mandragora e il classe ’96 Torreira possono e devono imparare e crescere giorno dopo giorno, ecco che una piccola ma importante lezione può essere tratta dalla sfida di venerdì sera. Attraverso i piedi prelibati di Rolando e Lucas l’intero Pescara potrà e dovrà trovare il senso della sua stagione. Anche se per dirla alla Vasco Rossi, questo Pescara un “Sensi” non ce l’ha.