lunedì 23 ottobre 2017
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NON ALL’ALTEZZA

- 27 ottobre 2016

“In questo momento non siamo all’altezza”. Il commento del difensore del Pescara Michele Fornasier subito dopo il ko interno contro l’Atalanta è la sintesi migliore del pensiero espresso su questo sito nelle ultime settimane. Una vera sentenza.

Già, perché prevenire è sempre meglio che curare. Vale a dire che accorgersi in tempo di ciò che non va è sempre cosa buona e giusta. Affermare che “c’è chi sta facendo peggio” è soltanto un alibi sciocco, inutile e pretestuoso, soprattutto se riferito a un progetto sportivo come quello di Oddo, che tanto di buono ha fatto vedere nel recente passato e tanto ancora di meglio può esprimere nell’attuale campionato.

Niente da aggiungere di particolarmente diverso rispetto alle ultime analisi sul momento del Pescara. La squadra è tutt’altro che viva, appare fragile e poco collaborativa, per nulla affamata e a tratti sfiduciata. Se lo dice uno dei diretti protagonisti, c’è da convincersi che non siano proprio fandonie giornalistiche. Qualcosa di vero, evidentemente c’è.

Bisogna ammetterlo ed essere realisti: il lavoro di Oddo da qui in avanti sarà in salita ripidissima. Dieci partite senza mai vincere sul campo e all’orizzonte la trasferta di San Siro contro il Milan, da giocare senza l’unico vero leader del gruppo, Campagnaro, squalificato. Ciò che preoccupa di più è la necessità di trovare soluzioni nuove rispetto a quelle già sperimentate, ora che nemmeno la presenza di una prima punta (Manaj) sembra aver dato la scossa necessaria.

Nel complesso è ancora insufficiente l’apporto degli esperti Aquilani e Pepe, quest’ultimo utilizzato con il contagocce. La mancanza di un giocatore potente come Bahebeck si fa sentire ma è lontana dal poter essere panacea di tutti i mali. Caprari non può brillare sempre così come del resto Brugman, i difensori che ruotano attorno a Campagnaro non sono il sinonimo della massima affidabilità sulla piazza, Benali è una luce natalizia che si accende a intermittenza mentre Cristante fa cose buonissime e cose pessime, da talento baby e acerbo qual è. Male Memushaj, male Zampano, e Verre è atteso come il Messia. Qual è allora l’aspetto positivo? Che niente, ovviamente, è compromesso. Buon lavoro, mister Oddo.