venerdì 21 luglio 2017
Home / Calcio / Pescara-Atalanta 0-1: terremoto, pioggia e tanti fischi

Pescara-Atalanta 0-1: terremoto, pioggia e tanti fischi

- 26 ottobre 2016

10ma giornata di serie A: altro ko per gli adriatici

 

Terremoto, pioggia, paura e fischi. Tanti fischi. Il Pescara stecca ancora, stavolta davanti al suo pubblico contro una Atalanta ben organizzata ma non certo strabiliante. Decide un gol di Caldara al quarto d’ora della ripresa, ma l’episodio più significativo del match avviene al 30′ del primo tempo, quando una forte scossa di terremoto costringe l’arbitro a fermare tutto per un paio di minuti, tra la paura generale in campo e sugli spalti.

Oddo rilancia Manaj al centro dell’attacco e alza Zampano sulla destra con Crescenzi laterale basso. Gasperini non è in panchina per squalifica e sceglie Paloschi accanto a Gomez in avanti.

pesataNel primo quarto d’ora le squadre si studiano e pensano soprattutto a fare densità tra le linee, talvolta usando maniere forti (gialli per Conti e Konko). Latitano azioni offensive degne di questo nome, con il solo Gomez che tenta di mettere pepe all’attacco nerazzurro cercando l’uno contro uno con il connazionale Campagnaro. Al 23′ primo pericolo dalle parti di Bizzarri con stacco a lato di Zukanovic, poi è Freuler a mettere in mezzo un cross insidioso. Al 29′ irrompe la paura per una forte scossa di terremoto, la seconda della serata dopo quella delle 19.13 avvertita in tutta il centro Italia di magnitudo 5.4 con epicentro tra Perugia e Macerata. Le formazioni riprendono a giocare e al 42′ Caldara colpisce di testa una clamorosa traversa, sfiorando il vantaggio. Atalanta sostanzialmente meglio del Pescara, piuttosto ingolfato e mai capace di avvicinarsi in modo efficace dalle parti di Berisha.

Nella ripresa al di là della rete annullata a Caprari, è l’Atalanta ad avere in mano l’iniziativa e al 9′ un cross di Kurtic viene allontanato col brivido da Campagnaro. Il campo è reso complicatissimo dalla forte pioggia abbattutasi sull’Adriatico dalla mezz’ora del primo tempo, ragion per cui ogni disimpegno svolto in modo superficiale può trasformarsi in un vero suicidio. Oddo richiama al 10′ Memushaj e inserisce il più fisico Cristante: passano 5 minuti e gli ospiti passano con Caldara, sempre di testa, sugli sviluppi di un corner battuto da Freuler. Difesa biancazzurra ferma a guardare, Oddo sconsolato. Fuori allora un opaco Brugman e dentro Pepe, con Kurtic che sfiora la traversa da lontano e Campagnaro che si becca un giallo pesante che gli farà saltare la trasferta di San Siro contro il Milan. Il Delfino agisce poco da squadra sia nell’atteggiamento a tratti troppo tenero, sia nella gestione degli spazi in fase di non possesso. I nerazzurri ne approfittano e trovano sempre il modo di prodursi in avanti con discreta collaborazione tra i reparti. Al 32′ Oddo gioca la carta Mitrita al posto dell’ammonito Biraghi e al 43′ Pepe chiede un rigore per contatto con Dramè, ma l’arbitro sorvola. Per il Pescara è una sconfitta particolarmente amara, non soltanto per gli zero punti conquistati ma anche per gli zero passi in avanti sotto il profilo del gioco e della personalità. Prossimo turno a San Siro contro il Milan e senza Campagnaro: Oddo non può certo dormire sonni tranquilli.