domenica 28 maggio 2017
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Il Pescara e la maledizione delle stelle cadenti

- 22 dicembre 2016

Giusto un anno fa, il 22 dicembre 2015, The Weather Channel annunciava che il Natale sarebbe stato davvero magico, all’insegna di luna piena, comete e stelle cadenti. Un anno dopo, a Pescara, il Natale non sarà affatto magico (stasera si gioca una difficilissima partita a Palermo, scontro diretto con la penultima in classifica), ma molto probabilmente una stella cadente la si vedrà. L’ultima, l’ennesima di una lunga lista.

 

La metafora natalizia assume accezione per nulla goliardica se associata al Pescara degli ultimi anni. Sembra una maledizione, questa storia di stelle cadenti in biancazzurro. Giocatori di blasone che giungono in riva all’Adriatico nella parte finale della loro carriera, tra mille aspettative e qualche lecito dubbio da parte degli occhi più critici e attenti. Dal 2012 c’è un lungo elenco di flop in tale categoria.

SERIE A 2012/2013 Dopo la splendida promozione in A con Zeman in panchina, il Pescara prepara il campionato nella massima serie con un mix di giovani promettenti ed elementi più esperti. L’annata sarà pseudo atroce, con soli 22 punti conquistati in stagione e tre allenatori alternatisi al comando (Stroppa-Bergodi-Bucchi). Il portiere Pelizzoli visse alti e bassi acuiti dal dualismo con l’amico Mattia Perin, il centrale difensivo Terlizzi verrà ricordato più per i rumors legati ad attriti di spogliatoio che non per quanto fatto in campo, Gaetano D’Agostino face vedere il suo magico sinistro soltanto a dosi piccolissime poiché frenato da continui infortuni. E poi Blasi, Zauri, Sculli e Sforzini: tutti evanescenti tranne il terzino ex Lazio, che se non altro non ha mai fatto mancare il consueto impegno in mezzo al campo.

MARINO-COSMI La successiva serie B 2013/2014 fu anch’essa molto travagliata, prima con Marino e poi con Cosmi sulla panchina. La stella chiamata in riva all’Adriatico con il compito di infiammare la platea fu Giuseppe Mascara, furetto che aveva fatto impazzire Catania. 27 presenze e 4 gol che non fecero sicuramente scalpore nei cuori dei tifosi biancazzurri.

IL CASO GUANA L’anno successivo, con l’arrivo dell’ex tecnico del Lanciano Marco Baroni, il Delfino dovette fare i conti con l’ammutinamento improvviso di Roberto Guana, centrocampista esperto a lungo cercato dal club abruzzese e alla fine arrivato in rosa. Ma il 23 ottobre 2014, in una conferenza stampa convocata a sorpresa, il giocatore annunciò il suo ritiro dal calcio per motivi personali. Il centrale difensivo Pesoli non fece valere la sua esperienza, diverso il discorso per l’attaccante Pasquato, troppo intermittente ma comunque capace di attirare le simpatie della piazza. Anche se il Pescara ha preferito virare su altre scelte.

VIA AQUILANI L’era Oddo sembrava poter dare una svolta in tal senso, con l’arrivo di Hugo Campagnaro a guidare la difesa. Giocatore eccezionale per temperamento e carisma ma davvero troppo fragile a livello muscolare. Attualmente in due stagioni ha collezionato appena 25 presenze in campo. All’inizio di questa seconda serie A in pochi anni, i due big regalati a Massimo Oddo sono stati Alberto Aquilani e Simone Pepe. Se il secondo è stato subito costretto ai box dai soliti malanni fisici per poi giocare con grande generosità a Torino e a Roma, l’avventura del primo in riva all’Adriatico sembra già finita. Secondo Rete 8 Sport il centrocampista ex Roma e Sporting Lisbona sta per rescindere il suo contratto con il sodalizio adriatico. L’ultima stella caduta in Abruzzo, senza aver lasciato traccia.