martedì 12 dicembre 2017
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SE FOSSE SEMPRE TIM CUP

- 3 dicembre 2014
Selasi e Politano in azione (foto Mucciante)

Selasi e Politano in azione (foto Mucciante)

“Se fosse sempre Tim Cup…”, sussurrava un collega. “Se si potesse giocare sempre senza pensieri…”, abbiamo commentato insieme.

In Emilia, sul campo del Sassuolo, il Pescara ha dimostrato che si può fare di più. Fatte le debite proporzioni sull’attendibilità della partita di Coppa Italia, i biancazzurri hanno sì sofferto la maggiore qualità degli avversari, ma si sono difesi in modo discreto, compatto e organico. Hanno subito il gran gol di Floro Flores in avvio di ripresa, e sono riusciti nella piccola impresa (da queste parti va letta così) di non disunirsi e sprofondare negli inferi. Anzi. Bella la reazione della squadra di Baroni, con tanti giovani in campo e un doppio cambio che ha fatto venire i brividi a Di Francesco.

Nel finale il palo di Da Silva, in ombra fino a quel momento, ha ispirato un ghigno ironico sul volto del tecnico biancazzurro: “Non ce ne va bene una”, avrà pensato. Vero, ma bisogna ripartire da questo spirito. Dallo spirito di Selasi, giovanissimo e acerbo centrocampista centrale ghanese, che ha accettato la sfida fisica con i suoi dirimpettai, mostrando la giusta cattiveria agonistica. Bisogna ripartire dalla personalità di Vitturini, che sulla corsia di destra non ha sfigurato.

E in generale, il Pescara dovrebbe sempre scendere in campo con la mente sgombra formato Tim Cup. Sovraccaricarsi di inutili e pericolose tensioni è deleterio. Giocare senza pensieri può essere l’arma in più di una squadra il cui potenziale risulta troppo spesso oscurato e nascosto dalla paura. Sabato a Vercelli primo banco di prova di questo nuovo parametro di valutazione: non è Tim Cup, ma per approccio alla gara, leggerezza mentale e propositività, sarebbe importante che lo fosse.