mercoledì 22 novembre 2017
Home / Calcio / Lanciano / La lezione di Breda e Baroni

La lezione di Breda e Baroni

- 23 ottobre 2013

“La Serie B è un campionato lungo ed estenuante dove nessuna partita è mai scontata”. Quante volte da parte dei protagonisti abbiamo sentito questa frase? “I valori tecnici sono importanti ed alla lunga emergeranno, ma contano anche altre cose”, aggiungono poi. Nelle prime dieci gare del torneo, due tra le squadre che in estate venivano relegate nei pronostici a sicuri fanalini di coda sin dall’avvio e potenziali retrocesse, vale a dire Lanciano e Latina, stanno smentendo ogni previsione. Inutile dilungarsi troppo sulla Virtus Lanciano. 22 punti conquistati sui 30 a disposizione (più di tutti quelli fatti nel Girone d’Andata della scorsa stagione), miglior difesa del torneo con appena 5 reti al passivo, squadra ancora imbattuta proponendo al contempo un calcio propositivo e redditizio: la Virtus non è più una sorpresa. Eguagliata la Juventus 2006/07, quella del post Calciopoli per intenderci che annoverava Del Piero, Buffon, Nedved, Camoranesi e Trezeguet. Non chiamatelo Miracolo: il Lanciano è una splendida realtà. LATINA La squadra di Breda torna dalla trasferta di Pescara con il primo successo esterno in Serie B nella storia del club e con la conferma dell’imbattibilità del nuovo tecnico alla guida dei nerazzurri. Due vittorie e cinque pareggi in sette gare ed una sola rete al passivo: le statistiche sorridono ai pontini da quando sulla panchina si è seduto il biondo tecnico che anche negli spogliatoi di Pescara ha fatto professione di umiltà. «Il segreto sono i miei ragazzi», dichiara con modestia, «ho trovato un grande gruppo che si è messo a mia completa disposizione sin dal primo giorno e le positive sensazioni che avevo avuto si stanno riscontrando sul campo partita dopo partita». Compattezza, cattiveria agonistica, equilibrio e feroce determinazione: i punti di contatto tra lo sbarazzino Lanciano e l’arcigno Latina sono proprio questi. Personalità, ordine in mezzo al campo e fase di non possesso rappresentano il corollario alle linee base di entrambi gli exploit. BREDA «Essere ordinati e fornire sempre una prova di grande personalità, fare bene in fase di non possesso, mantenendo l’equilibrio tra reparti, per noi rappresentano un aspetto fondamentale, mostrando una capacità di saper soffrire senza mollare nei momenti più delicati delle gare», continua l’allenatore nerazzurro elencando i pregi della sua squadra. Così come il collega frentano, però, anche Breda è esigente e non si accontenta. La necessità di migliorare mantenendo un basso profilo, infatti, accomuna ulteriormente i due condottieri e le rispettive squadre. «Dobbiamo però migliorare in precisione e cattiveria nei pressi della porta avversaria. Possiamo e dobbiamo ancora crescere, insomma, sotto il profilo della concretezza e della precisione, in alcune ripartenze possiamo fare male ma non ci riusciamo. Dobbiamo continuare a lavorare così come stiamo facendo, ma con la consapevolezza che la strada è ancora lunga. Non dobbiamo cullarci sugli allori e proseguire su questa strada». Leggi le dichiarazioni di Breda e sembrano quelle di Baroni. BeB, Baroni e Breda, due storie di allenatori che dopo tanta gavetta stanno scrivendo pagine importanti nella storia dei rispettivi club. Ed in un calcio che fa cambiare opinione e valutazioni alla velocità della luce, entrambi adesso si godono un posto al sole. Almeno fino alla prossima tempesta…