venerdì 24 novembre 2017
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Stadi “moderni” d’Italia

- 9 dicembre 2013

«Il settore disabili dello Stadio Biondi di Lanciano prevede 12 posti per noi, a quanto pare questi posti vengono tutti occupati da disabili lancianesi e della zona. Ergo non possiamo proprio accedere allo stadio. Ho appena chiamato nella sede della Virtus questo è quello che mi hanno detto. Uno stadio per pochi eletti. Viva l\’Italia». Lo sfogo a mezzo social del tifoso pescarese Matteo apre uno spaccato di vita sportiva quotidiana a una settimana dal derby d’Abruzzo di serie B. Un derby cui potranno assistere solo i supporters disabili di casa, non quelli ospiti. «Si parla tanto di pari opportunità di diritti e di integrazione e poi nel concreto non si fa nulla, è una questione di civiltà», spiega Matteo a Sportag. La questione è senz’altro più ampia e più complessa. Impossibile sminuirla con qualche riga di pure banalità. Serva questo, se non altro, a prendere spunto per il futuro. Un futuro in cui sarebbe bello avere, nel nostro paese, strutture sportive intese nel senso “ricreativo” del termine. Dove tutti possano vivere una giornata piacevole, gustandosi l’evento in programma e tante altre attività collaterali. Come già accade in altri paesi d’Europa. Per ora è utopia, ma sognare non costa nulla.