martedì 21 novembre 2017
Home / Calcio / Serie B / Tifoso speciale per Maniero e Ragusa: Luis Alfageme

Tifoso speciale per Maniero e Ragusa: Luis Alfageme

- 13 dicembre 2013

Sta lavorando sodo per tornare presto in campo: «Spero di esserci subito dopo la sosta di gennaio». Luis Alfageme, 29enne attaccante argentino della Ternana, è fermo ai box dallo scorso 8 settembre, quando nella gara tra rossoverdi e Avellino si procurò una distorsione al ginocchio sinistro con lesione del legamento crociato anteriore, operato e ricostruito qualche giorno dopo. Doppio ex di Lanciano e Pescara, guarderà con interesse il derby d’Abruzzo di domenica. Sapendo già per chi fare il tifo. «E’ dura fare previsioni – racconta Luis a Sportagcredo che sarà una gara piacevole e ricca di gol, spero in un pari, ma a patto che segnino Pippo Maniero e Tonino Ragusa, io faccio il tifo per loro!». Ti ha stupito un po’ il loro exploit in questa stagione?«Stupito? No, anzi. Tonino è un giocatore eccezionale, molto duttile, che ha sempre fatto bene. Ha un gran tiro e a Terni lo sfruttava poco, saltava tutti come birilli e poi non calciava, un po’ come me! Pippo invece è pazzesco in area di rigore. Come vede la porta lui, in questa categoria la vedono in pochi». Ragusa: ala o mezz’ala?«Se io fossi allenatore lo farei giocare ala, a sinistra in un tridente, come sta facendo adesso. A lui piace puntare e saltare l’uomo, in quella posizione rende al top. Sono sicuro che presto lo vedremo in serie A». E Sforzini? Lo hai sentito ultimamente?«Certo. Il suo ritorno sarà fondamentale per il Pescara. L’ho sentito molto tranquillo, non vede l’ora di rientrare a pieno regime e di segnare. A quel punto si sbloccherà definitivamente». Del Lanciano che mi dici?«Che sta facendo un campionato straordinario, credo che in pochi si sarebbero aspettati un rendimento del genere. E vi dirò di più: penso che non sia un caso e che continueranno a navigare nelle zone alte della classifica». A chi sei rimasto più legato?«A tante persone. Da Luca Leone, un grande, a mister Di Francesco, ma anche a Turchi, Carletto Mammarella e Amenta. Federico sta facendo cose eccezionali, credo sia uno dei migliori difensori della B». Quando pensi al derby Lanciano-Pescara, tu che hai vestito entrambe le maglie, cosa ti viene in mente?«A Pescara ho passato 6 mesi stupendi, una piazza calda con tifosi fantastici. A Lanciano ho vissuto un’intera stagione ricca di momenti indimenticabili. Ricordo quel gol di Ivan Tisci da lontanissimo (1 marzo 2009, 2-0 per i rossoneri nel derby di C1, ndr) in quella partita vinta. Io non segnai, ma me ne mangiai uno clamoroso…». Che campionato è quello attuale di B?«E’ un torneo strano, dove bastano 2 risultati utili consecutivi per risalire in fretta, e 2 passi falsi per affondare. Credo che l’Empoli sia la squadra che gioca il calcio più bello, il Palermo poteva fare qualcosa in più, così come il Pescara che si sta riprendendo alla grande, e così come la mia Ternana, che sulla carta è una formazione di valore ma deve ancora dimostrarlo. Senza dimenticare l’Avellino, avversario davvero tosto». La cadetteria sta mettendo in vetrina tanti giovani interessanti: tu quali citeresti?«Al di là di quelli più reclamizzati, sarà perché ci ho giocato insieme, ma dico Brosco, che a Latina sta facendo benissimo. E poi Crimi (Latina), il mio compagno di squadra Maiello e Zappacosta dell’Avellino». A gennaio ti rivedremo in campo: con quali obiettivi?«Mi piacerebbe restare a Terni e vincere i playoff, più di ogni altra cosa. Poi è normale che ognuno debba porsi obiettivi ambiziosi». Allora evitiamo giri di parole: per quale squadra tifi?«Beh, in Argentina tifo chiaramente Boca Juniors (in cui Luis ha militato nel 2002, ndr), in Italia sono sempre stato milanista…». Se dovessi chiedere la maglia a un campione che ammiri particolarmente?«Già fatto: in un Brescia-Roma incontrai il mio idolo Batistuta, dunque… maglia e foto ricordo!». Chiudiamo con il Pallone d’Oro 2013: Messi, Cristiano Ronaldo, Ribery o altri?«Chiaramente direi Messi, che per me è fantasia e genialità. Ma Cristiano Ronaldo è una macchina, è il prototipo dell’atleta perfetto… quest’anno sarà dura per Leo».