sabato 23 settembre 2017
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Top&flop Lanciano: squadra e ambiente già rassegnati?

- 11 dicembre 2015
Tello segna il gol del vantaggio indisturbato. Foto da www.cagliaricalcio.com

Tello segna il gol del vantaggio indisturbato con una spettacolare rovesciata. Foto da www.cagliaricalcio.com – Cred. F.Roselli

TOP – La piccola reazione a inizio secondo tempo, il solito grande Piccolo, la “nuova” posizione di Di Francesco. In una serata che già si preannunciava difficile alla vigilia per l’assenza di 6 potenziali titolari – Di Cecco Bacinovic Mammarella Amenta Zé Eduardo Ferrari – sono questi gli unici elementi che la Virtus può valutare positivamente dinanzi a un Cagliari fatto di diverse individualità di categoria superiore, ma che deve diventare ancora una squadra. Piccolo segna sempre lui e sempre al Biondi: 7 gol sui 15 segnati non possono però fare da contrappeso ai 18 gol subiti nelle ultime 9 partiteDi Francesco per necessità più che per scelta tecnica schierato mezzala destra gioca lo spezzone di partita migliore del suo campionato, finora abulico e sterile da esterno del tridente d’attacco: a Cremona, l’anno scorso, mister Giampaolo lo aveva utilizzato proprio in mezzo al campo in un 352 dove ricopriva il ruolo di mezzala con licenza di attaccare. Risultato: 25 presenze 5 gol e 4 assist.

FLOP – Da dove iniziare se non dallo sciagurato e dimesso primo tempo che ha condannato la Virtus all’8^ sconfitta stagionale e alla perdita di una delle poche certezze che tiene in piedi le speranze sempre più esigue di salvezza. L’imbattibilità del Biondi caduta per mano di un Cagliari forte ma che ha lasciato margini di gioco e quindi di potenziali occasioni da rete ai rossoneri sembra essere l’ennesimo macigno che cade sulle spalle di una Virtus apparsa rassegnata già dai primi minuti di gioco. Salvo poi abbozzare una reazione al rientro dagli spogliatoi aggrappandosi sempre e solo al sinistro di Piccolo e lasciare un’autostrada a Farias per il gol dell’ex Cerri che chiude la gara. Emblematiche le azioni dei primi due gol: Tello fa una rovesciata, da solo, in area piccola di rigore, come fosse davanti a un garage per giocare alla “tedesca”; Salamon, il più forte di testa della squadra avversaria, che colpisce indisturbato a due metri dalla porta, con il portiere rimasto tra i pali e i difensori smarriti in marcatura. Gli strascichi del tracollo del secondo tempo di Novara sono tutti in quel primo tempo di ieri senza mordente, senza grinta, senza spirito Virtus. Uno spirito che va evaporando di partita in partita, non solo in campo, ma anche tra il pubblico di casa che – a differenza di quello che potrebbe sembrare leggendo i messaggi nelle varie trasmissioni e sui social network – sembra ormai rassegnato a un campionato con un finale già scritto. Ci sono 25 partite per conquistare 36 punti, un punto a partita praticamente: ci sono state squadre nei recenti campionati che partendo dalla situazione attuale della Virtus sono arrivate a giocare i playoff (Bari, Novara, Modena). Qui non si cercano i playoff, ma la salvezza. E prima che sia troppo tardi bisogna trovare il modo di fare punti dentro e fuori casa per tentare quello che già oggi è un mezzo miracolo: girare a quota 20 e fare 6 punti in 4 partite. Questo è ora il compito di D’Aversa e della squadra. Poi a gennaio bisognerà rivoluzionare la rosa con almeno quattro elementi di categoria: un portiere, due difensori centrali e un centrocampista, tutti in grado di fare la differenza. E questo è il compito della proprietà Maio e del ds Leone. Diversamente, la Virtus può iniziare a iscriversi alla Terza C.