sabato 23 settembre 2017
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Top&Flop Lanciano: Piccolo vale tre punti, ma la prestazione…

- 18 ottobre 2015
Piccolo con il "pancione" dedica il gol alla compagna Sara, in dolce attesa foto virtuslanciano.it Cred: F. Roselli

Piccolo con il “pancione” dedica il gol alla compagna in dolce attesa – foto virtuslanciano.it (F. Roselli)

TOP – Il risultato, il gol che torna dopo 460 minuti e la vittoria a 35 giorni di distanza dall’ultima. Vincere così non sarà bello, ma i tre punti ieri contavano più di tutto e tutti, compreso il bel gioco. La Virtus avrà molto da riflettere su una partita giocata male, ma lo potrà fare con una vittoria in tasca contro una diretta concorrente alla salvezza che avrebbe meritato il pareggio: si sa che vincere aiuta a ragionare meglio. Oltre al risultato l’altra bella notizia del giorno è il rientro di Piccolo con gol e tanto di dedica alla compagna Sara in dolce attesa: oggi più che mai il 10 rossonero rappresenta una buona fetta delle speranze di salvezza della Virtus. Dalle sue accelerazioni dipendono gran parte delle sorti di una fase offensiva finora molto prevedibile e poco efficace: lo ha capito il pubblico che lo attendeva come una specie di messia all’ingresso in campo, lo aveva capito D’Aversa già in estate quando ne bloccò la cessione al Cesena, lo ha capito lui quando si è andato a prendere la palla pesante del rigore al 90′ guadagnato da un generosissimo Ferrari. Last but not least: la Virtus se è riuscita a vincere lo deve anche alla parata decisiva di Aridità a tu per tu con Gerardi.

FLOP – La prestazione, la difesa che traballa più del solito e un centrocampo lento (anche per colpa delle pessime condizioni del terreno di gioco del Biondi). D’Aversa non cambia la Virtus che ha perso a Bari (salvo Aridità al posto di Casadei) e il campo non sembra dargli ragione, almeno fino al rigore trasformato da Piccolo al 90′. Gioco macchinoso, paura di sbagliare, squadra contratta, tanti errori a centrocampo, attaccanti lasciati alle loro rare iniziative personali e poco movimento in generale: è una Virtus con il braccino corto, con poche idee e molti problemi da risolvere in fatto di soluzioni di gioco offensive. Il Como avrebbe le occasioni migliori per passare in vantaggio, su tutte quelle di Gerardi, ma un po’ la fortuna un po’ Aridità salvano i rossoneri che portano a casa una vittoria con cinismo, una volta tanto. Visto lo stato di forma della mediana rossonera (Bacinovic impreciso in regia, Di Cecco poco brillante e Zè Eduardo che deve spremersi nel lavoro di marcatura del regista avversario) potrebbe essere arrivato il momento di Paghera e Crecco, 20 anni, l’anno scorso protagonista con la Ternana al suo primo anno di B con 34 presenze e 6 assist. Last but not least la Curva Sud, fiaccata dalle diffide e dalle divergenze tra i due gruppi principali, apparsa ancora una volta spaccata: senza il solito sostegno del cuore pulsante del Biondi il campionato della Virtus rischia di essere più complicato del previsto.