lunedì 18 dicembre 2017
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Top&Flop Lanciano: Primo è l’uomo copertina, Cragno-Bonazzoli show

- 14 febbraio 2016

 

Bonazzoli sotto la Sud dopo il gol vittoria - virtuslanciano.it Cred: F.Roselli

Bonazzoli sotto la Sud dopo il gol vittoria – virtuslanciano.it Cred: F.Roselli

TOP – Gli ultimi saranno Primo. Maragliulo è l’allenatore che ha cambiato il volto della Virtus in 180 minuti, 12 sedute di allenamento, 2 partite e 6 punti. Ma non solo: Maragliulo è una bella storia di un uomo, discreto giocatore di serie C e B, eccellente tecnico con i giovani, che è dovuto partire da molto lontano contando esclusivamente sul proprio lavoro per arrivare pronto all’appuntamento con il calcio che conta. A 55 anni, comprensibilmente, aveva forse smesso di immaginare che prima o poi questa opportunità sarebbe arrivata. E invece, l’occasione un po’ a sorpresa, più per il come che per il perché, è arrivata. L’attesa ha pagato, lo dicono i risultati e i comportamenti. E’ grazie al lavoro di anni e anni sul campo ad insegnar calcio, più che al destino, che la serie B ha bussato alla porta di Maragliulo, l’allenatore a suo agio con le Pantofola d’Oro allacciate all’antica più che con il completo d’ordinanza per le interviste del post partita. Con lui la squadra ha ritrovato la vittoria in trasferta dopo 14 mesi, sicurezza, autostima e il mai abbastanza celebrato spirito Virtus che ha consentito ai rossoneri di vincere una partita che il Modena ha per larghi tratti dominato. Bisognerebbe parlare delle straordinarie parate di Cragno, degli assist hors categorie di Marilungo, di “bomber” Di Francesco e di quel fenomeno di Bonazzoli: ma oggi la copertina va a Maragliulo, che in questo momento incarna la maggior parte delle speranze di salvezza Virtus, e a tutti quelli come lui che sanno aspettare l’occasione. Pazientemente e ostinatamente.

FLOP – L’avvio di partita non è dei migliori: la Virtus è sorpresa dalla veemenza del Modena e non riesce a prendere le contromisure. Il vantaggio, seppur per via dello sfortunato autogol di Vastola, è ampiamente legittimato dai canarini che spuntano da tutte la parti e rendono praticamente nullo il gioco della Virtus nella prima mezzora. Vitale, stranamente vista la sua nota e celebrata qualità, sbaglia molti palloni in mediana; Rocca è timido, anche se gioca meglio che a Vicenza; in difesa giornata no per capitan Aquilanti, in evidente difficoltà contro Luppi, mentre sulla corsia di sinistra si capisce perché Salviato di ruolo fa il terzino destro. Da ultimo, ma non per importanza, le questioni relative alla società: le recenti gravi difficoltà economiche della Virtus, i prossimi probabili punti di penalizzazione in arrivo, la tempistica della rifondazione, le varie simpatie e le diverse antipatie generate da questi formidabili anni sono tutti elementi che meritano una citazione in questa parte della rubrica. Ma va da sé che niente e nessuno potrà mai cancellare d’un tratto quello che la famiglia Maio ha costruito in questi 8 anni insieme alla città, ai giocatori, al ds Leone e ai tanti tifosi rossoneri. La formidabile scalata della Virtus dalla retrocessione in C2 alla vetta della serie B è una pagina del calcio abruzzese e lancianese che farà stropicciare gli occhi ai posteri, al di là di come andrà a finire la storia della trattativa per l’eventuale cessione della società al tandem Bisogno-Galigani.