martedì 12 dicembre 2017
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Top&Flop Lanciano: Monachello-Thiam in forma, ma le partite vanno chiuse…

- 7 dicembre 2014
Gaetano Monachello in conferenza stampa

Gaetano Monachello in conferenza stampa

TOP – Gaetano Monachello non ci pensa proprio a tornare in panchina, da dove ha iniziato, in silenzio, la rincorsa al posto da titolare. Dopo Pescara, dove ha sfruttato al meglio l’occasione complici le assenze di Thiam e Cerri,  l’attaccante siciliano conferma l’ottimo stato di forma con una prova maiuscola, fatta di sacrificio e grande intelligenza tattica. Alla sua prova, davvero ottima, manca solo il gol. Ma è un dettaglio: da tempo non si vedeva al Biondi un attaccante ricevere palla a centrocampo spalle alla porta, girarsi, saltare un paio di avversari e servire un assist perfetto come quello che ha spalancato la porta a Thiam in occasione del pareggio. Il senegalese è il man of the match con la doppietta in due minuti che lo spedisce in testa alla classifica con lo zio Vastola, a cinque gol: peccato che il riacutizzarsi di un fastidio muscolare che ne ha messo in dubbio la presenza fino a poco prima del fischio d’inizio, lo costringa ad uscire dal campo dopo un’ora. Senza di lui, il Lanciano non si è reso più pericoloso. Prima della sua sostituzione, il Lanciano aveva dato la solita dimostrazione di autorevolezza in campo, comandando il gioco e costruendo diverse occasioni da gol non sfruttate a dovere.

FLOP – Il terzo pareggio consecutivo subito in rimonta evidenzia i limiti di una Virtus incapace di chiudere le partite che comanda per buona parte del match con grande autorevolezza. Come con il Crotone, come a Pescara, anche contro il Trapani – rimaneggiato al Biondi senza Mancosu, Iunco e Falco, praticamente più di metà attacco – i rossoneri devono fare i conti con un pareggio che sa di sconfitta. Che il Trapani segni due gol in una partita in cui ha scoccato il primo tiro in porta al 74′ non è una questione, almeno non solo, di fortuna. Il palo di Vastola è ancora lì che trema, ma da quel momento, ed era il 58′, la Virtus non si renderà più pericolosa se non con un contropiede gestito male da Piccolo e un paio di episodi dubbi in area di rigore. Come a Pescara, a corto di energie e di forze fresche che riescano a incidere entrando dalla panchina, la Virtus non chiude il match finendo per subire il decimo pareggio su 17 gare di campionato, record in serie B. Se a Pescara era stata una prodezza di Melchiorri a un amen dalla fine, qui è il più scontato e prevedibile dei gol, subito ancora dagli sviluppi di un calcio piazzato, come l’autogol di Ferrario, tra l’altro: cross per Terlizzi, il più pericoloso sulle palle inattive dei siciliani, e pareggio del Trapani che fino a quel momento non aveva tirato ancora in porta con un suo giocatore. Bisognava marcare meglio lo spilungone che solo 7 giorni fa aveva segnato allo Spezia. Insieme a Ferrario, autore di una prova opaca quella del centrale macchiata dal fallo da cui è arrivato il pareggio del Trapani, commesso in una zona di campo dove forse serviva altro che una spaccata volante che gli costerà anche la squalifica (ammonito, era diffidato), si segnala ancora una volta per incertezza e timidezza sulla fascia destra Andrea Conti, che tornava in campo dopo 5 turni. Da ultimo, i 484 paganti (complice la concomitanza del ponte dell’Immacolata) per una partita che avrebbe potuto proiettare i rossoneri al terzo posto in classifica, o giù di lì, sono pochi per una squadra che veleggia nelle zone alte della classifica.