sabato 23 settembre 2017
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Top&Flop Lanciano Pescara: solito Piccolo e la sorpresa Boldor non bastano, arriva quarta sconfitta consecutiva

- 21 dicembre 2015
Boldor, capitano nazionale U21 Romania (foto Instagram)

Boldor, capitano nazionale U21 Romania (foto Instagram)

TOP – A vedere come Boldor ha giocato i secondi 45 minuti del derby la domanda sorge spontanea: dove è stato finora? Perché tenere in naftalina per 19 partite (3 assenze per la nazionale, 13 tribune e 3 panchine compresa quella di sabato) un difensore centrale di quella stazza, oltre 1 metro e 90 per 80 e passa chili? Sono bastati tre anticipi di testa consecutivi e l’esuberanza fisica tipica di un giovane di 20 anni (che l’ottimo Aureliano ha subito contenuto con un giallo) a convincere il pubblico di fede rossonera, impressionato insieme agli addetti ai lavori dall’impatto sulla partita del capitano della nazionale under 21 Romania. Certo non basterà Boldor a risolvere i problemi della Virtus, ma senza ombra di dubbio l’ex Roma e Pescara, il cui cartellino in estate è stato acquisito interamente dalla Virtus, è mancato come il pane a una difesa che continua a subire gol ininterrottamente dalla ottava di campionato. Con le due reti del Pescara salgono a 23 i gol subiti nelle ultime 11 partite: un macigno che costringe la Virtus a partire con un handicap di 2 gol a partita. Piccolo, che ogni giorno che passa vede allontanarsi sempre di più il suo futuro da Lanciano, Paghera e Di Cecco meritano una menzione per aver cercato di buttare il cuore al di là dell’ostacolo praticamente su ogni pallone: se tutti giocassero con la loro intensità, forse il Lanciano potrebbe contare qualche punto in più in classifica.

FLOP – Le solite, dolenti, note. L’ottimo avvio della Virtus dura solo 10 minuti e a Caprari basta una mezza serpentina per superare facilmente prima Amenta e Mammarella e poi Casadei. La Virtus, come già successo in passato, si squaglia nonostante la solita reazione affidata al solito Piccolo, come contro la Salernitana. Ma il Pescara non è la Salernitana e Oddo toglie subito Cocco per Selasi e tiene la Virtus lontana dall’area: le apprensioni arrivano solo da Paghera, due volte in due minuti e su qualche calcio piazzato. Restano negli occhi i lanci nel nulla di Rigione, con Padovan sovrastato dai centrali avversari, un Marilungo a ritmi da altre categorie rispetto al suo nobile curriculum e le iniziative solitarie di Piccolo per risolvere la partita. La quarta sconfitta consecutiva sancisce la peggiore crisi rossonera in serie B che non può non chiamare in causa come primo responsabile l’allenatore D’Aversa, che rimane (per ora) saldamente al timone di uno spogliatoio dove soprattutto i senatori costituiscono un blocco unico intorno a lui. Il 2015 è stato un anno nel segno della sconfitta per D’Aversa e la sua squadra: ne restano 2 ancora da giocare, ma su 40 partite la Virtus ne ha vinte 7, pareggiate 14 e perse 19 (35 gol fatti, 50 subiti) per la miseria di 35 punti. Ma D’Aversa non può essere il solo responsabile di una crisi rossonera che ha radici molto più profonde e che portano dritte dritte al mercato estivo che societàdirettore sportivo Leone hanno chiuso senza un portiere titolare, senza sostituti all’altezza di Troest e Ferrario, senza i rinnovi per giocatori essenziali come Di Cecco e Piccolo, la cui partenza già a gennaio non è fantacalcio e con una rosa di 30 giocatori di cui molti inutilizzati da D’Aversa. I motivi di queste lacune, che rappresentano una novità rispetto al passato recente quando a Lanciano arrivavano diversi giocatori che oggi giocano in serie A, sono materia che spetta alla società prendere di petto. Prima che sia troppo tardi.