venerdì 26 maggio 2017
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IL VENTO DELLA PAURA

- 6 novembre 2016

Il vento della paura soffia forte in riva all’Adriatico. Non potrebbe essere altrimenti dopo il crollo interno del Pescara per mano dell’Empoli. Sgomento e delusione per le 4 sberle prese e l’incapacità di reagire, colpire, tornare in partita, far capire che in questa serie A il Pescara può e vuole rimanerci.

Può effettivamente restarci questo Pescara nella massima serie? E’ giusto sottoscrivere le parole di Sebastiani e dimenticarsi acquisti strategici nel mercato di gennaio, un po’ in tutti i reparti dopo aver visto la prestazione contro i toscani? E’ questo il punto.

Nessuno avrebbe mai potuto pensare sin dalla scorsa estate che la salvezza, per il Pescara, sarebbe stata cosa agevole. Concetto che va sottolineato soprattutto per rispondere a chi respinge ostinatamente le critiche mosse a questo progetto tecnico. Ma a maggior ragione va fatta chiarezza da parte di tecnico e società sul reale potenziale percepito di questo gruppo: può realmente questo Pescara competere per la salvezza? La risposta non è scontata.

Avanziamo un’ipotesi – lo sappiamo – poco plausibile nel mondo del calcio: dire apertamente alla piazza che il Delfino non è attrezzato a livello tecnico per competere con le altre compagini del campionato, anche con chi lotterà fino alla fine per restarci, in questo campionato. Non lo vediamo come reato. Tutt’altro. E’ molto più fastidioso, a nostro giudizio, continuare a ripetere settimana dopo settimana che il Pescara giochi bene, faccia sempre la partita, abbia talento, personalità e organizzazione, per poi ritrovarsi ogni domenica a interrogarsi sul “perché” di prestazioni deludenti e risultati ancor di più. A nostro giudizio, è molto più ipocrita questo “perché”.

La piazza biancazzurra è tenuta a fidarsi di ciò che viene veicolato da società, tecnico e giocatori. Ma poi la differenza la fanno i fatti. E i fatti dicono che questa squadra è inadeguata alla categoria. Potrebbe cambiare qualcosa fermo restando il materiale umano a disposizione, e tutti lo sperano. Potrebbe cambiare qualcosa magari con qualche innesto a gennaio, e tutti lo sperano. Ma serve chiarezza di intenti. Poi saranno i fatti a parlare, come sempre, del resto.