martedì 26 settembre 2017
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VIA LE ANSIE, VIA LE PAURE

- 24 ottobre 2016

PESCARA CALCIO: QUEL QUALCOSA CHE NON VA

Massimo Oddo (foto Roselli)

Massimo Oddo (foto Roselli)

La parola giusta non è “critica”. E’ “analisi”. Non c’è niente da criticare, ma c’è tanto da analizzare. Per poi trarre dovute riflessioni.

Nessuno potrebbe mai pretendere che il Pescara domini e stravinca tutte le partite di questo difficile campionato. Giammai. Ma dopo 9 giornate balza all’occhio un fattore che non è certo più importante del dato numerico (7 punti, quart’ultimo posto, nessuna vittoria sul campo) ma sicuramente può dare uno spunto interessante. Parliamo di freschezza mentale.

Può essere soltanto un caso che le migliori performance il Pescara le abbia fatte vedere contro Napoli e Inter? Forse sì, ma forse no. Davanti a squadroni blasonati, i biancazzurri hanno probabilmente lasciato negli spogliatoi le ansie della categoria e sono riusciti a sciorinare un gioco fluido, rapido e proteso a concludere l’azione. Un dettaglio non da poco, quest’ultimo, ripetuto dai migliori allenatori sin dai tempi della scuola calcio: “L’azione va portata a termine, altrimenti non serve a nulla”.

A prescindere dalle assenze, dal mercato estivo e dal rendimento di alcune pedine, quel che si nota è un atteggiamento non adeguato, non sufficientemente furente, non abbastanza cattivo di tutta la squadra. Il fraseggio ostinato e quasi fastidioso agli occhi di chi ama un calcio verticale non sta producendo grossi risultati. Non parliamo soltanto del final score, ma anche delle azioni prodotte. Non si dica ora che il Pescara crea tanto ma non segna. Non è esattamente così, o se non altro non basta. Esempio? La traversa di Caprari contro l’Udinese resta un episodio isolato, per il resto Karnezis ha mantenuto guanti pulitissimi fino al 90′. Inconcepibile in ogni gara, a maggior ragione in uno scontro diretto per la salvezza.

Cos’è che non va allora? Ha ragione Oddo nel dire che la sua squadra, senza un gioco, prenderebbe 5 o 7 gol ogni domenica? Può essere quello attuale definito “bel gioco”? Ripetiamo: analisi, non critiche pretestuose. Il Pescara ha bisogno di liberarsi da ansie pericolose. Con la testa sgombra da cattivi pensieri e maggiore cattiveria nell’eseguire i compiti impartiti dall’allenatore, quel possesso palla orizzontale e purtroppo sterile potrà tornare a trasformarsi in manovra veloce, aggressiva e magari produttiva.