venerdì 19 gennaio 2018
Home / Ciclismo / Di Luca, la Procura chiede una squalifica a vita

Di Luca, la Procura chiede una squalifica a vita

- 14 ottobre 2013

“Squalifica a vita”: è questa la richiesta della Procura Antidoping del Coni, guidata da Tammaro Maiello, nei confronti di Danilo Di Luca, deferito oggi al Tribunale nazionale. L’ex vincitore del Giro d’Italia 2007 fu trovato positivo ad un test nel corso dell\’ultima kermesse rosa quando indossava la casacca della Vini-Fantini. Il 4 settembre scorso, all’uscita dall’interrogatorio presso gli uffici della Procura antidoping del Coni, dichiarò alla stampa: « Se ho ammesso? Non lo posso dire». «In ordine alla violazione dell\’art. 2.1 del codice Wada in relazione alla positività per presenza di Eritropoietina ricombinante, riscontrata in occasione del controllo antidoping disposto out of competition dall\’Unione Ciclistica Internazionale (Uci)» del 29 aprile 2013, è scattato tuttavia oggi il deferimento del Killer di Spoltore. Nel testo del deferimento, come riportato dall’Ansa, si sottolinea la “seconda violazione della normativa antidoping Wada” (dopo i due anni di stop rimediati nel 2010) e oltre alla “squalifica a vita” ne chiede quindi “invalidazione dei risultati agonistici conseguiti successivamente al prelievo biologico”.