venerdì 24 novembre 2017
Home / Motori / L’esempio di Alex Zanardi. E di Matteo

L’esempio di Alex Zanardi. E di Matteo

- 19 novembre 2013

«La diversità non è un ostacolo ma un\’opportunità. Diversità e normalità non sono agli antipodi ma sono una accanto all\’altra perché si completano a vicenda in un grandioso spettacolo chiamato Vita. Grazie Alex». Si chiude così la lettera che Matteo Sborgia, ragazzo di Pescara, iscritto alla Magistrale di Lettere Moderne all\’Università di Chieti, ha scritto ad Alex Zanardi. Le difficoltà motorie che quotidianamente vive hanno spinto Matteo a scrivere per questo blog una lettera aperta al campione emblema di coraggio e forza d\’animo. «Una storia che nella diversità profuma di normalità», l’ha definita la Dottoressa Ivana Siena, Psicologa e Psicoterapeuta, che nel suo blog (http://ivanasiena.blogspot.it) ha dato spazio a Matteo pubblicando la missiva che non sapeva come inoltrare al campione. «Caro Alex, chissà cosa hai provato quando la vita ti ha imposto un “pit stop” così lungo. Tu che hai da sempre avuto la velocità nel sangue… Beh, non deve essere stato semplice frenare di colpo a causa di quel brutto incidente», scrive Matteo dopo aver ripercorso alcune delle dolorose tappe del suo idolo. «Credo che chiunque dopo tutto questo calvario avrebbe detto basta. Invece tu no, tu che hai rischiato di morire, da quel momento ti sei imposto di rincominciare a VIVERE. Dopo mesi e mesi di dura riabilitazione ti sei rimesso in piedi con due “gambe nuove”. Da qui hai iniziato a vivere insegnando a tutti che “se hai un buon cervello ed un buon cuore le gambe sono un optional”. Ti sei rimesso in gioco tornando a fare la cosa più naturale per te, correre, così da dichiarare al mondo intero che quando si hanno dei sogni bisogna combattere per realizzarli, senza se e senza ma. Ce l\’hai fatta grande Alex! Nonostante ciò che hai vissuto sulla tua pelle, non hai mai perso le caratteristiche che tutti i campioni come te hanno: voglia di competere, di osare, di superarsi e di porsi sempre nuovi traguardi da raggiungere. In altre parole, la voglia di non fermarsi mai». Non c’è bisogno di commentare, meglio lasciar parlare Matteo. Apprendendo, possibilmente, la grande lezione di vita che, a sportivi e non, i due, Alex e Matteo, ci regalano. «La presenza di quelle due protesi non hanno tolto nulla al campione che c’è in te. Chi ascolta la tua storia di vita viene inebriato da un profumo di normalità in un contesto in cui la diversità è evidente, ma è vissuta come opportunità più che come ostacolo. Mi ha colpito, inoltre, la sorprendente umiltà di cui ti vesti, tipica di chi nasce con una particolare attitudine a perseguire i propri obiettivi. Sembra che per te sia straordinariamente normale fare ciò che fai, perché sei nato per correre. Non pensi, da buon atleta, al tuo incidente come ad una fine, ma ti poni sempre nuovi obiettivi da raggiungere. Questa è la tua indole, una caratteristica con la quale sei nato e che è rimasta immutata nel corso del tempo. Continua a rimanere così umile e a vivere “Normalmente” ogni giorno della tua esistenza. Al di là delle difficoltà, ogni singolo attimo della tua vita profuma di normalità, un’esperienza che per tutti può sembrare straordinaria che tu però insegni essere normale. Anzi no, straordinariamente normale». Chapeau.